Chrome incoraggia l’uso di HTML5 abilitando Adobe Flash solo su richiesta

Aggiornato il: 15-05-2016 23:44

Google pianifica di rimuovere completamente i contenuti in Flash dal proprio browser ufficiale Chrome, favorendo l’introduzione di HTML5 (ad esempio mediante il tag <video>): secondo quanto si legge sul gruppo ufficiale, infatti, rimarranno attivi soltanto se l’utente ha specificato che debbano essere utilizzati, oppure se il sito digitato sia in una particolare top ten dei siti che usano Flash (tra cui YouTube, Facebook, Twitch ed Amazon). Entro quest’anno, in particolare, è stata pianificata la sostanziale, e definitiva, rimozione del plugin che molti siti usano, ancora oggi, per proporre player video agli utenti e contenuti interattivi quali i classici giochi online. Questi ultimi, ad esempio, sono spesso molto difficili da “tradurre” interamente in Javascript e questo comporterà  che difficilmente saranno dismessi dai relativi siti che ne fanno uso. Discorso diverso per gli emulatori, di fatto, che andrebbero generalmente riprogrammati from the scratch sfruttando tecnologie web più moderne.

In genere, quindi, l’uso di Adobe Flash è sempre più sconsigliato, e dovremmo presto arrivare alla sua completa disinstallazione, soprattutto alla luce delle recenti falle emerse (sempre più numerose: solo l’ultima include ben 24 falle informatiche diverse). Se è vero che le alternative in Javascript e HTML5 non mancano, esiste un nucleo piuttosto testardo di webmaster e sviluppatori che continuano, loro malgrado, a fare uso di Flash, senza contare le numerose pubblicità  degli inserzionisti che spessissimo fanno uso di questa tecnologia. Si aggiungano poi le decine di migliaia di siti non aggiornati da anni che, di fatto, fanno capire che difficilmente si arriverà  mai alla soppressione del prodotto in toto.

In sintesi, dunque, per la fine del 2017 è stata programmata la disabilitazione di default di Flash su Chrome, ed oltre questa data ogni utente dovrà  abilitare manualmente il plugin quando (e se) necessario. Tra le eccezioni vi saranno comunque i siti web delle intranet che usino questo componente, assieme ad altri che l’utente potrà  mettere eventualmente in whitelist.



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