Come scegliere l’hosting (per te o il tuo migliore amico) Tutti i passi necessari per orientarsi tra le varie offerte (...e fare contento l'amico)

Stai cercando un servizio di hosting per il tuo sito web? In questo articolo cercheremo di capire al meglio come trovare la migliore offerta condivisa, dedicato, cloud o VPS per il tuo sito – insomma, il miglior servizio hosting – sia che tu voglia cambiare hosting sia che – come spesso accade – ti trovi alla prima esperienza in assoluto. Questa guida all’acquisto di un servizio di hosting in tutti i passi necessari: suggerimenti, consigli, la mia esperienza nel settore messa a vostra disposizione gratuitamente. Utile per chiunque voglia acquistare un hosting in modo coerente, quanto più possibile corretto e soprattutto consapevole: quale hosting scegliere, in definitiva? Alla fine del nostro articolo proporremo uno strumento gratuito per trovare direttamente l’offerta che preferisci mediante un comodo comparatore di prezzi.

Introduzione

Hai finalmente deciso di buttarti nel mondo del web, di aprire il tuo business al mondo intero, di portare le tue idee in lungo e in largo. Insomma: hai finalmente deciso di creare il tuo sito web! Dopo varie ricerche sei arrivato alla conclusione che vorrai crearlo in WordPress, uno dei CMS più semplici, versatili e veloci che ci siano in circolazione. Fin qui tutto abbastanza semplice. Ma l’hosting? Eh già, l’hosting. Giorni di ricerche online, per cercare il migliore, quello più veloce, quello più conveniente, e alla fine, solo tanta confusione per la testa. Se in queste prime righe ti sembra di veder scritta la tua storia o sei semplicemente curioso di scoprire quale potrebbe essere l’hosting più adatto a te, continua a leggere.

In questo articolo cercherò di proporre un piccolo approfondimento utile a tutti gli utenti 1) sull’argomento hosting, 2) su WordPress più in generale 3) sull’accoppiata hosting + WordPress. L’interesse sull’argomento è determinato dalla facilità d’uso di WordPress, dalla sua enorme diffusione e dalle possibilità che offre in termini di personalizzazioni.

Che hosting utilizzare?

Sul web si trovano tante recensioni, più o meno attendibili, tanti articoli, spesso commissionati dalle stesse aziende, ma ciò che si trova di rado sono i dati. Velocità di connessione, dimensione delle pagine, area geografica di riferimento sono elementi importantissimi da verificare per scegliere consapevolmente.

Su questo sito siamo soliti analizzare i principali servizi offerti da provider di web hosting (tipo Netsons o Aruba, per intenderci) in modo da soddisfare le lecite domande dei consumatori, e cercare di guidarli alla scelta del servizio più adatto. In questo caso vorrei proporre un’analisi da un punto di vista leggermente diverso, che potrà aiutarvi a determinare facilmente l’hosting per il vostro sito. Prima di passare alla scelta del servizio, comunque, cercheremo di procedere per gradi. In effetti è indispensabile avere molto chiari una serie di aspetti che saranno utili, e potranno avere “rientro” durante la durata del servizio.

Pero’ bisogna tenere conto, anzitutto, quella che sarà la realtà che dovrai gestire per occuparti al meglio del tuo sito: se devi pensare a come aumentare le vendite, a come impostare la strategia social e come lavorare sul tuo sito lato editoriale, dovrai per forza di cose avere un buon hosting che ti dia massima disponibilità del servizio. Diversamente, sarà difficile lavorare!

Ricorda che: gestire hosting non potrà essere il tuo lavoro a tempo pieno

Questa è la prima cosa di cui bisogna tenere conto, e probabilmente molti tendono a sottovalutarla: avrai infatti un sito di cui occuparti, dovrai gestirne i contenuti, aggiornare il CMS, pianificarne le attività, pensare al marketing / SEO / social, effettuare modifiche su richiesta, scrivere articoli commissionati, aggiornare i prodotti e molto altro sulla base delle tue specifiche esigenze (tra cui magari dover gestire una redazione di writer che aggiorneranno il blog per te). Tutte attività che, di qualsiasi sito si tratti alla fine, mal si conciliano con il dover afffrontare difficili problemi all’hosting, errori di configurazione, downtime o periodi in cui il sito sia inservibile e così via. Ecco perchè l’hosting dovrà fornirti anzitutto, per il tuo diretto vantaggio, un servizio semplice da gestire, ed ecco perchè non dovresti preoccuparti più di determinati aspetti legati alla configurazione se non, ovviamente, al momento dell’acquisto.

Un hosting di qualità serve soprattutto in quest’ottica, e molto potrai capirlo da come riuscirai a comunicare con l’assistenza: dal loro modo di parlare capirai se hanno o meno le competenze che fanno al caso tuo. In questo senso, quindi, l’hosting non dovrà essere un’occupazione a tempo pieno anche perchè se sarà così non avrai tempo e modo di far crescere il tuo sito web.

Parliamo ora del secondo aspetto, cioè quello legato al punto di partenza che dovremmo prendere nel valutare le offerte di hosting web.

Cos’è WordPress, e perchè usarlo

WordPress è un blog free e open source sviluppato per PHP + MySQL, con funzioni da CMS avanzato (quindi non è semplicemente un blog “buttato lì”), e che può essere sfruttato sia da blogger che da sviluppatori avanzati. Dispone di un’ampia gamma di temi grafici, plugin e personalizzazioni, e può essere programmato a nostro piacere sfruttando una metodologia facile da apprendere ed utilizzare.

Succede una cosa strana quando si parla di WP: tutti tendenzialmente lo considerano un blog, ed i progetti basati su WordPress sono in genere snobbati da parte della community. In termini prettamente commerciali, non capitano pochi casi in cui se scopriamo che un sito è fatto con questo sistema viene automaticamente svalutato, un po’ per convenienza un po’ (aggiungerei) per scarsa conoscenza o ignoranza completa sull’argomento. WordPress è in effetti uno strumento potete che offre, anzitutto, un supporto backend (cioè l’interfaccia web di amministrazione con cui pubblicate post, per capirci) tra i più potenti mai visti. Secondariamente, non è “solo un blog” come troppi scrivono e blaterano sui forum o nei bar: è un vero e proprio CMS, e chi non lo capisce o non lo evidenzia non lo ha mai realmente utilizzato o è troppo pigro o scarsamente informato per farne un uso corretto.

Per approfondire l’argomento suggerisco di leggere ancora più nello specifico cos’è WordPress.

Vantaggi di WordPress

Con WordPress è possibile pervenire a risultati notevoli in termini di visitatori, conversioni, interesse degli utenti e via dicendo sfruttando almeno tre strade diverse:

  1. si può sfruttare semplicemente come blog personale o aziendale;
  2. è anche possibile personalizzarlo come e-commerce per la vendita di contenuti o prodotti, farlo diventare un magazine in parte a pagamento, sfruttarlo per fare comparazione prezzi, per pubblicare tabelle dinamiche, per cercare e mettere a disposizione un motore di ricerca interno, per pubblicare FAQ e così via. Il tutto mediante un parco plugin gratuiti di altissimo livello, tutti controllati da uno staff di programmatori che mantiene il tutto free, open source e sfruttabile anche dai meno esperti.
  3. inoltre è possibile sfruttare WordPress anche in termini programmativi, nel senso che si può usare la sua base ed estenderla a piacimento, creando siti web di qualsiasi genere e per ogni tipo di necessità. Per cui diffidate da chi snobba o sfotte WordPress per il suo essere: certamente non basta installarlo per farne uso a piacere, pubblicare articoli a casaccio e fare soldi in automatico (si legge anche questo sul web!). Se usato in modo consapevole e serio, diventa uno strumento davvero potente per la pubblicazione veloce di pagine web, articoli e quant’altro.

Come scegliere un hosting per WordPress

Se stai cercando un hosting per il tuo sito in WP, non è difficile scegliere: si tratta di procurarsi un hosting che supporti una versione recente di PHP, andando magari a scoprire l’ultima versione stable dal sito ufficiale. Non è necessario, anzi è sconsigliabile, usare versioni RC (release candidate) di WordPress: di solito peraltro gli hosting supportano al meglio solo le versioni stabili del linguaggio, e permettono di configurare ed utilizzare molto facilmente un database in MySQL.

Hosting WordPress è un altro modo per dire, quindi, hosting Linux con PHP, MySQL e Apache o NGINX; in realtà anche hosting Windows andrebbe bene, ma suggerisco di usare Linux in questo frangente. Quello che vi servirà è un servizio di hosting con supporto PHP, MySQL ed Apache: tutto il resto sarà configurabile, se necessario, a livelli differenti.

WordPress per poter funzionare richiede, stando alla documentazione ufficiale:

PHP 5.2.4 o superiore
MySQL 5.0 o superiore
modulo Apache mod_rewrite attivato

Alcuni esempi di offerte di web hosting per WP sono ad esempio, in ambito italiano:

  1. TopHost
  2. V-Hosting
  3. Keliweb
  4. Aruba
  5. SiteGround

Non è al momento richiesta nessuna altra specifica caratteristica, smentendo così la necessità di ricorrere ad una soluzione dedicata per WordPress (parlare di “hosting WordPress” in effetti è solo un modo pratico per indicare che l’hosting scelto supporterà le tre caratteristiche: mod_rewrite (opzionale), MySQL e PHP obbligatori); sempre dando per buono che il sistema sia stato configurato per bene (non tutti gli hosting sono identici in fatto di prestazioni), che siano soddisfatti i requisiti minimali di sicurezza e configurazione stabile, e che tutti i servizi non necessari siano disattivati. Quindi la scelta di uno qualsiasi tra gli hosting elencati, senza complicarsi troppo la vita, dovrebbe andare bene per la vostra situazione.

Soddisfatti questi requisiti, un blog in WordPress “hosted” funzionerà a patto di non sovraccaricare il server con plugin che consumano molte risorse – si veda ad esempio quali plugin di WordPress tendono a rallentarlo – e sfruttando correttamente le caratteristiche di CPU, RAM ed hard disk, evitando sovraccarichi ed utilizzi non convenzionali dell’hosting.

Quello che dovrete scegliere come hosting è quindi dettato, fermo restando i tre requisiti indicati, dalla scelta dell’architettura che può essere condivisa, dedicata, cloud, VPS oppure (molto spesso) “ibrida” come accade sui semidedicati.

I casi da considerare sono tipicamente questi tre, comunque:

  1. shared hosting ordinati per prezzo oppure (di livello più alto) hosting cloud, in questi casi tipicamente dovrai installare WordPress a mano, seguendo le istruzioni apposite per farlo;
  2. hosting dedicati oppure VPS, per le quali dovrai prima installare server MySQL, server web Apache/NGINX, e poi mettere in piedi un’installazione di WP;
  3. se vuoi semplificarti la vita, puoi infine valutare un hosting con WordPress preinstallato.

In alternativa, si può pensare di sfruttare NGINX al posto di Apache e, in quel caso, il mod_rewrite (ed il file htaccess) saranno rimpiazzati da un equivalente nginx.conf relativamente semplificato, per cui si rimanda alla guida per la configurazione. Tale server dovrebbe essere più performante di Apache soprattutto se avete un sito in WordPress che produce moltissimi visitatori giornalieri, ma il suo uso e la sua configurazione è consigliabile solo per utenti esperti o che dispongano di personale specializzato.

Potrai trovare ulteriori dettagli interessanti sulla scelta dell’hosting in questo articolo; infine gli hosting per WordPress principali che ho testato ed usato in questi anni sono disponibili qui.

Cosa devono darvi i servizi di hosting?

In genere gli hosting più quotati e diffusi sono:

  1. basati su web server Apache (in parte anche con tecnologia NGINX); entrambe permettono a WordPress di funzionare;
  2. basati su sistemi operativi Linux (Debian, Ubuntu, ecc.) e, in parte, sistemi Windows;
  3. supportati da MySQL server per il nostro database e dal linguaggio PHP possibilmente all’ultima versione (5.x o meglio ancora la 7)
  4. controllabili mediante un pannello di controllo alla Plesk o cPanel.

Le caratteristiche più importanti di un hosting, pertanto, sono quelle riassunte nei quattro punti appena visti; spesso gli hosting vi daranno, comunque, anche altri servizi opzionali.

Da dove partiamo?

L’idea di aprire un sito può avere le motivazioni più varie, tra cui la necessità di avviare una avviare una startup o anche di creare un sito di ecommerce o, ancora, un sito vetrina o semplicemente personale. Di sicuro, e questo me lo racconta l’esperienza di questi anni, non esiste l’hosting perfetto, anche se il nome di questo portale (trovalost.it) è stato scelto in modo provocatorio in tal senso, anche per questa ragione: volevo catalizzare ed attirare i visitatori con un nome nuovo ed originale.

Quando si deve partire con la scelta dell’hosting la prima cosa da fare, in definitiva, è quella di identificare il tipo di sito che dovrà essere hostato (ovvero “ospitato”): per i negozi online si possono sfruttare, ad esempio, soluzioni di hosting specifiche, così come possiamo trovare hosting per WordPress, hosting Linux, hosting Joomla! e così via.

Hosting italiani: ne trovi anche … fuori dall’Italia

I servizi di hosting con assistenza in italiano hanno, naturalmente, nomi e sedi nella nostra lingua: l’elenco è davvero lunghissimo e non possiamo non citare Aruba, Tophost, Keliweb e Noamweb. Il fatto di essere italiani fa riferimento, in questo caso, alla lingua parlata dall’assistenza: più facile in generale, almeno per la maggioranza di noi, dover comunicare con chi conosce bene la nostra lingua. Tuttavia esistono anche (e pochi lo sanno, penso) hosting italiani localizzati all’estero, che sono aziende gestite da italiani che si trovano all’estero, e che in molti casi ci permettono di risparmiare qualcosina rispetto ai normali prezzi di listino e che, in molti casi, offrono servizi di pari qualità: tra questi annoveriamo ad esempio Supporthost, con cui lavoro da anni e con cui mi sono sempre trovato piuttosto bene.

Meglio hosting in Italia oppure all’estero?

Un servizio di hosting può quindi essere in italiano, ma avere sede (i server) all’estero; puoi determinare la provenienza di un IP cercando l’indirizzo internet del tuo provider, oppure di un sito che sai essere ospitato dallo stesso. Avere un server in Italia ha i suoi vantaggi, senza dubbio, per quanto non sia un aspetto fondamentale per migliorare la velocità del sito; di fatto, la distanza geografica non riflette necessariamente la velocità di connessione ad un host, nonostante l’idea che gli hosting più vicini funzionino più velocemente sia intuitiva. Ci sono, infatti, molti altri fattori che determinano la qualità di un hosting.

A questo proposito ti suggerisco di leggere pure l’articolo sui 10 principali fattori di qualità per un servizio di hosting.

Hosting e dominio sono “entità” separate

Devi saperlo perchè, detta in parole molto semplici e dirette, potrai voler o dover cambiare hosting senza cambiare ovviamente dominio: le due sono in genere distinte e separate, infatti. L’hosting di un sito (l’insieme di servizi FTP, database, mail ecc.) non è per forza legato al dominio (che invece è solo il nome sitoesempio.it con relativo pannello di controllo DNS, di solito disponibile alle nostre necessità per un numero limitato di anni), per cui la gestione del dominio (il contenitore del sito) e del servizio di hosting (i contenuti) sono separate.

Da un punto di vista commerciale, comunque, vengono spesso gestite in concomitanza per cercare di scoraggiare gli utenti meno esperti, come è giusto che sia dal loro punto di vista. Gli hosting possono occuparsi sia di mantenere il server dei clienti che di fargli gestire mediante apposito pannello il DNS, che è il “meccanismo” con cui un indirizzo internet cerca i contenuti su un servizio come Aruba o Netsons.

La scelta migliore è (spesso) l’hosting condiviso

Se sei alla tua prima esperienza con la gestione di un tuo sito web, è chiaro che vorresti avere tutto il necessario senza spendere un capitale: un qualsiasi hosting condiviso può fare al caso tuo, in breve. Il motivo per cui questa tecnologia è nota col nome di “condiviso” fa riferimento a risorse (quali ad esempio RAM, processore e spazio su disco) che sono virtualizzate, in modo da dare la possibilità a tutti i webmaster di operare indipendentemente sulla stessa macchina.

Hosting condivisi che puoi scegliere al volo sono questi, te ne ricordo qualcun altro qui: Tophost, V-Hosting e Siteground.

Di seguito riporto altre piccole accortezze per la gestione di un sito, che coincidono a servizi che un buon hosting (tutti quelli che ho citato qui, o quasi) deve offrirti necessariamente.

Associare un sottodominio (o più) al dominio principale

Quanti siti devi gestire? Se hai intenzione di avere un dominio principale con le tue offerte commerciali ed un sottodominio per il blog aziendale, ad esempio, devi contare già due domini distinti. In questo caso, di norma, gli hosting condivisi permettono di associare al dominio principale un numero (spesso limitato) di sottodomini, in modo che tu possa gestire

  • miosito.it
  • blog.miosito.it
  • altro.miosito.it

sotto lo stesso “tetto”. Per essere sicuro che il tuo hosting garantisca una cosa del genere, per inciso, ti conviene sempre chiedere prima dell’acquisto all’assistenza tecnico-commerciale.

Valuta se ti possa servire un hosting multidominio

Se i sottodomini sono tanti e prevedono, tra gli altri, anche più nomi di dominio distinti che vuoi controllare individualmente, c’è anche una possibilità ulteriore. Tra le tantissime offerte che trovi in rete ti accorgerai facilmente che ne esistono alcune denominate “multi-dominio” o “frazionabili”: significa che permettono, senza eccezioni, di ospitare un numero (prefissato o imprecisato, a seconda dei casi) di siti web. In questo modo, se devi gestire un network di siti o un insieme di siti dello stesso cliente/azienda, avrai la comodità di poterlo fare da un singolo pannello di controllo.

Pannello di controllo Plesk/cPanel

Quando avrete a che fare con un servizio di hosting, il più delle volte vi verrà fornito un comodo pannello di gestione che funzionerà direttamente via browser: con le credenziali di accesso che vi daranno all’attivazione, avrete la possibilità di intervenire su vari aspetti nevralgici del vostro sito. Ad esempio, cPanel permette di creare utenti FTP (in modo che possiate caricare e modificare i file del vostro sito via FileZilla), di creare utenza e contenuti di database, di farvi backup e via dicendo.

I due pannelli più diffusi commercialmente sono Plesk e cPanel, quasi equivalenti per la maggioranza degli usi più comuni, e che ho analizzato e confrontato in un articolo a parte che trovate qui. Usarli non è difficile, anche perchè le procedure più comuni sono quasi tutte guidate e, soprattutto, non dovreste aver bisogno di accedere a questi strumenti se non in fase di configurazione iniziale o, eventualmente, per fare manutenzione.

Trovare un nome per il dominio

Qualunque sia il tipo di sito che abbiamo individuato, anzitutto dobbiamo decidere il nome di dominio: operazione che effettueremo per almeno un anno a partire dalla data di registrazione e per cui sarà necessario prima di tutto scegliere il nome giusto per il sito e poi valutare una delle tante possibilità di registrarlo. Un buon nome di sito dovrebbe essere, in breve, facili da ricordare e da pronunciare, non troppo lungo e con un nome, keyword o brand riconoscibile (specie nel caso in cui ci sia molta concorrenza agguerrita nel rispettivo settore). Si può optare, ad esempio, per un dominio gratuito, ovvero un dominio che non ha alcun costo ma che è limitato solo ad alcune estensioni (purtroppo); possiamo scegliere, con un po’ di fortuna, di registrazione i cosiddetti Dominio Premium, oppure possiamo decidere di sfruttare una delle numerosissime estensioni di dominio di nuova generazione, o nuovi TLD. Quale che sia la scelta, la cosa essenziale è che il nome ci convinca appieno perchè non sarà possibile cambiarlo in seguito, a meno di non ripetere la procedura di acquisto del dominio e di effettuare un eventuale redirect (redirezionamento) del dominio stesso.

Nota: per saperne di più sui servizi di hosting davvero di qualità, butta un occhio a quest’altra guida

Scegliere il tipo di offerta

Quando si vanno a valutare le varie offerte di hosting, bisogna sapere che ne esistono di diverse tipologie, ovvero tecnologie specifiche sottostanti. Attualmente ne esistono almeno cinque categorie distinte tra loro, a cui bisogna aggiungere varie “ibridazioni” introdotte da alcune soluzioni commerciali, come ad esempio i server semi-dedicati.

I principali tipi di hosting – che sono disponibili nei rispettivi e cosiddetti “piani” – sono stati riassunti nei seguenti articoli:

Non è necessario andare a leggere ognuno di questi singoli articoli, in effetti, in quanto la scelta dell’uno o dell’altro è spesso legata a valutazioni connesse a:

  • previsioni sul traffico / numero di visite che arriveranno (più pensiamo ne debbano o possano arrivare, più costosa sarà l’infrastruttura di hosting richiesta);
  • esigenze puramente tecnologiche (ad esempio dover lavorare su un database in PosteGreSQL, oppure MS SQL perchè il nostro programmatore ha stabilito o richiesto questo);
  • opportunità di sfruttare eventuali coupon sconto;
  • livello del supporto, ad esempio a livello di migrazione o trasferimento del sito web;
  • conoscenza del provider per fama / recensioni / passaparola.

Come valutare la qualità di un’offerta di hosting

A questo punto come valutare la qualità dell’hosting che stiamo acquistando? In effetti la qualità è sempre un mix di fattori oggettivi (hardware, software, configurazione di sistema) e soggettivi (facilità o meno nell’uso di Plesk o cPanel, disponibilità dell’assistenza, comprensibilità delle FAQ e così via), per cui soltanto l’utilizzo diretto di una soluzione rispetto ad un altra sarà in grado di darvi una risposta.

Si tratta di un fattore comunque soggettivo, per cui l’unica è sempre quella di sperimentare e vedere come sia, nella pratica, il servizio di hosting in questione.

Un fattore che personalmente considero moltissimo è legato al tipo di assistenza che danno, ed un modo per capire di che “pasta” siano fatti è provare a contattarli e vedere cosa rispondono, quanti dettagli diano e quanto siano comprensibili le risposte che ci danno.

Quanta banda e spazio su disco mi serve?

Mi riferisco, in questa sede, alla scelta della quantità di spazio su disco e banda necessaria, poi determinare se un hosting deve avere sistema operativo Windows oppure Linux. In termini del tutto generali, va bene scegliere un hosting con Linux: non ci sono dubbi su questo, per cui andate tranquillamente su una soluzione del genere. Quasi tutti i servizi migliori, in Italia come all’estero, offrono hosting con Debian, Ubuntu e via dicendo, e questa scelta è ormai di fatto uno standard per il web.

Risposta. Per un sito medio, in genere un minimo di 2 GB di spazio ed almeno 4-6GB di banda mensile (a consumo) sono più che sufficenti per la maggioranza delle necessità.

Meglio un hosting italiano o uno all’estero?

La scelta della nazionalità dell’hosting può avere la sua importanza, ma resta legato ad un mix – anche qui – di preferenze del tutto personale, anche in consideraione del fatto che molti servizi presenti solo all’estero si stanno affermando lentamente anche da noi.

Risposta. In genere ci sono buone offerte anche in Italia, per cui orientatevi su queste soprattutto se volete supporto in italiano. Da qualche tempo, comunque, trovate buone offerte di hosting all’estero con supporto in italiano – SupportHost e Siteground sono alcune di queste.

Meglio un hosting con cPanel o uno con Plesk?

Massimamente importante, poi, nello stabilire le dimensioni del nostro sito, risiede nella scelta degli strumenti ausiliari per la gestione del sito (oppure dei siti, se ne abbiamo più di uno), ovvero:

In generale:

cPanel e Plesk sono equivalenti, per cui uno vale l’altro, secondo me. Cambia solo l’interfaccia – ma i servizi offerti sono gli stessi: gestione file del sito, gestione DNS del dominio, log di sistema e così via.

Quali servizi ci servono sul serio?

Si tratta dei servizi software che servono per far funzionare il nostro sito web. Senza di questi il nostro servizio non sarà mai classificabile come hosting, bensì (al limite) come semplice hoster per pagine statiche (cosa che ad esempio faceva, ora non fa più purtroppo, anche Google Drive). Ad esempio, il nostro hosting – qualsiasi tipo esso sia, dedicato, cloud, condiviso ecc. – dovrà offrire, come minimo:

A) un server web di Apache, NGINX oppure IIS

B) un server di database MySQL o PosteGreSQL o MS SQL

C) il supporto ai linguaggi, a seconda dei casi, PHP, ASP, ma anche Perl, Python e Ruby ad esempio.

In breve:

La configurazione in assoluto più diffusa per i più comuni siti (ad esempio fatti in WordPress) prevede l’uso di un server Apache, un database MySQL ed il linguaggio PHP. In alcuni casi, il sito WP può andare molto più velocemente se usate NGINX, per quanto sia leggermente diverso da configurare (non esiste file .htaccess, ad esempio, in questo caso).

Prevenire i problemi: fate sempre un backup del sito

Un settore come l’hosting web non è certo esente da problemi, difficoltà per gli utenti ed imprevisti. Può capitare ad esempio di perdere i propri dati (motivo per fare periodicamente un backup del sito in locale, non su cloud o su altri server), oppure di avere limitazioni di accesso al sito dovute a problemi di rete, errori nel codice del sito, limitazioni o ban dell’hosting ed altro ancora.

In molti casi le aziende del settore hanno una certa difficoltà anche solo a parlare di queste cose o a metterle in chiaro, e questo per una serie di ragioni essenzialmente di marketing. In un mondo in cui le valutazioni che dovrebbero essere degli utenti sono “gonfiate” artificialmente dagli stessi provider, del resto, c’è qualcosa che non funziona evidentemente a monte: la cosa importante è tenere sempre gli occhi aperti sulle nuove offerte, visto che il settore dell’hosting è in crescita da molti anni e le opportunità non mancheranno praticamente mai.

Se il servizio di hosting che scegliete ha un servizio di backup automatizzabile, tanto meglio – Tophost e Siteground ne hanno uno ottimo, ad esempio.

Servizi aggiuntivi / ulteriori da considerare

Non solo hosting web, quindi, ovvero i servizi di base visti al punto 6), ma anche addon e possibilità ulteriori: ad esempio quella, richiestissima secondo me, di poter aggiungere dei sottodomini al dominio principale, oppure parcheggiare altri domini di proprietà del webmaster oppure, ancora, poterli gestire sotto lo stesso account. Gli hosting multidominio vengono incontro a questo genere di necessità, ed è facile accorgersi se l’offerta faccia al caso nostro semplicemente guardando nella descrizione dell’offerta. Altri servizi utili possono essere le mail personalizzate sul dominio, la gestione dei cron-job, l’antivirus sull’hosting sempre attivo, statistiche sulle visite e gli accessi al sito, la gestione delle pagine 404 di errore ed i log di sistema da consultare se qualcosa andasse storto. Servizi come guestbook e contatori di visite sono invece, a mio avviso, poco utili ed abbastanza superati al giorno d’oggi.

Scoprire l’hosting giusto per noi

Fermo restando quanto espresso ai punti 1) e 7), la scelta di un hosting di buona qualità passa per esperienza, conoscenze di tecnologia (se non ne sappiamo molto, ci serve un’assistenza tecnica di alto livello: se siamo già esperti, una soluzione di hosting low-cost può andare bene comunque), non ultimo le nostre disponibilità economiche.

Dove trovare un buona offerta? È presto detto: basta consultare il nostro sito a partire da qui per i condivisi – o da qui per i cloud – per iniziare a farsi un’idea, e navigando tra le varie offerte avremo modo di capire meglio quale comprare.

…ma io non so scegliere, aiuto!

Niente paura: in caso di dubbio è sempre meglio scegliere l’hosting con il migliore supporto tecnico e commerciale – nulla è peggio, in queste cose, che essere abbandonati a se stessi. Per scoprire quale sia, basta aprire un ticket e provare a contattare l’azienda che ci interessa, per capire come si muovano e se siano abituati ad avere a che fare con il vostro livello di conoscenza.

Per questo, buoni esempi sono Tophost e Supporthost (entrambi con eccellente supporto in italiano): da qualche tempo anche il buon SiteGround offre supporto italiano, da qualche tempo. Altre scelte interessanti sono sicuramente V-Hosting e Mister Domain.

Confrontare le offerte: lo strumento di Trovalost.it

A questo punto dell’articolo – che mi auguro di non avere troppo appesantito – non ci resta che segnalare il tool di confronto delle varie offerte di hosting di cui vi parlavo all’inizio: su questo sito abbiamo raccolto quasi 300 offerte di hosting diverse, provenienti da centinaia di provider mondiali. Quello che abbiamo fatto è stato raccogliere le varie offerte e confrontarle mediante un software da me realizzato, che permetta di cercare le offerte per tipo, valutarne le caratteristiche e metterle a confronto come avviene sui classici comparatori di prezzo, qui orientato prettamente sul web hosting.

Il tool di confronto per le offerte è a questo indirizzo: http://trovalost.it/confronta-prezzi-hosting.

E adesso vediamo un piccolo test sul campo.

 

Nota importante su questo tipo di test

In generale, poi, un elemento fondamentale per valutare le prestazioni del sito è legato alla posizione geografica del datacenter (cioè di dove si trovi nel mondo l’hardware che fa funzionare il sito) rispetto alla posizione del visitatore: se la distanza è maggiore, ad esempio, il tragitto che impiegano i router per smistare il traffico potrebbe essere molto contorto e quindi, dal punto di vista dell’utente finale, lento. Ogni valutazione non è assoluta, bensì soggettiva: in genere quello che emerge da un’analisi potrebbe essere contraddetto da un’altra. Per questo bisognerebbe leggerne tante, ed è per questo che abbiamo deciso di mostrarti un case study che dimostra come il cambio da un hosting ad un altro possa essere decisivo per la resa di un sito web creato in WordPress.

Sito test: WOptimize.io

Il sito che abbiamo preso in considerazione è WOptimize.io di proprietà di un’azienda italo-colombiana che gestisce e crea siti in WordPress e WooCommerce. Una pagina che, visto il settore di appartenenza, non può certo permettersi di avere problemi con, ad esempio, il consumo di risorse e i conseguenti e fastidiosissimi, blocchi.

Primo hosting di confronto: SiteGround

L’hosting utilizzato era Siteground, uno dei più conosciuti, tecnologici ed utilizzati in tutto il mondo. Data la mole del progetto, il piano che era stato scelto dall’azienda era il top di gamma, il GoGeek, il massimo della potenza con un costo di 11.95€ al mese. In generale da loro funziona così: maggiore è il ciclo di fatturazione in cui il cliente ha attivato l’account, più a lungo verrà applicato il prezzo di iscrizione scontato iniziale. Una volta terminato il periodo di fatturazione iniziale, il rinnovo sarà al prezzo ordinario di 29.95 Euro/Mese. Il primo anno da Siteground costerà quindi 143,40 € (ovvero 11.95 x 12 mesi = 143,40).

Web Hosting

Secondo hosting di confronto: Supporhost

Ma andiamo con ordine. Ad un certo punto, qualche settimana fa, si sono resi conto che la situazione stava diventando insostenibile. Siteground continuava a bloccare il sito a causa dell’eccessivo consumo di risorse e questo abbassava notevolmente le performance. Perciò l’azienda ha deciso di cambiare e di scegliere un nuovo hosting, SupportHost, forse meno conosciuto ma, che, come vedremo, riserverà delle belle sorprese.

Test di comparazione della velocità

Per verificare che il cambiamento fosse effettivamente un passo in avanti, l’azienda ha effettuato degli speed test con GTmetrix e con Pingdom. I risultati, che ci sono stati gentilmente concessi, sono i seguenti – e ti assicuro che sono davvero molto interessanti.

Ecco il primo test effettuato dall’Europa (Stoccolma) quando il sito era caricato su Siteground.

Ed ecco quello effettuato a migrazione avvenuta sempre dall’Europa (Stoccolma), con il sito su SupportHost.

L’azienda, operando oltreoceano, ha voluto effettuare i test anche dal Nord America (Vancouver). Ecco i risultati.

Con sito su Siteground:

Con sito su SupportHost:

Tenendo presente la differenza nella dimensione della pagina, probabilmente dovuta alla pubblicità, è evidente la drastica diminuzione del tempo di caricamento. Se in America il sito carica nella metà del tempo, in Europa le prestazioni diventano ancora più competitive e il caricamento con SupportHost avviene in un quarto del tempo rispetto a Siteground. Un risultato davvero eccezionale. Parliamo, dunque, di un aumento sostanziale in termini di performance: ovviamente valgono i presupposti e le considerazioni che dicevo all’inizio.

Alla fine WOptimize.io ha scelto SupportHost per il suo sito, e lo consiglia a tutti i suoi clienti che utilizzano WordPress e/o WooCommerce.

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