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Domini premium: i nomi più ambiti della rete

Non esiste una definizione unica ed universalmente accettata di dominio premium: di tutte quelle che ho trovato nessuna, in effetti, è riuscita a convincermi del tutto.


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Dove trovare domini premium?


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Se già  sai cosa sono li trovi a questi indirizzi, tra gli altri:

  1. register
  2. domini premium .IT con mhbiz superiore a 300/400 (servizio offerto dal nostro sito);
  3. SEDO
  4. nidoma
  5. alverde

Da un certo punto di vista, un dominio di questo tipo è caratterizzato da un prezzo più alto della media, almeno 10 volte di più. Secondo HostingTalk ad esempio “vengono rimmessi sul mercato […] dai loro proprietari e possono essere acquistati ad un prezzo superiore rispetto alla comune registrazione“: perchè vengono rimessi sul mercato, viene da chiedersi?

Perchè i proprietari vogliono specularci, quindi il loro valore rischia in molti casi di essere inferiore a quello dichiarato (anche per il semplice fatto che, se rendessero da soli, non sarebbero certo messi in vendita). Di fatto, se il proprietario non sa che farsene o vuole liberarsene, bisognerebbe accertarsi che siano davvero di qualità : facendo una ricerca su archive.org, ad esempio, per capire qualcosa in più su quello che contenevano e come venivano usati. In questi casi, inoltre, la valutazione di indici numerici come PageRank, ranking di pagina o di sito, MozRank/Open Site Explorer e compagnia è di fatto quasi sempre fuorviante.

In molti casi, comunque, si tratta di mere speculazioni visto che il “presunto valore” in termini monetari viene gonfiato artificialmente mediante fake PageRank, e simili trucchetti che rendono di fatto complessa qualsiasi valutazione. Di fatto, comunque, i domini premium possiedono un elevato valore commerciale, e di fatto i vari registrar ed hosting provider tendono a specularci creando un fiorente mercato virtuale molto attivo anche nel nostro paese.

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Caratteristiche dei domini premium sono, di solito, le seguenti:

  • nome decisamente “appetibile” dal punto di vista commerciale;
  • a volte si tratta di domini a chiave esatta;
  • in altri sono invece nomi brandizzati;
  • sono decisamente ambiti dagli operatori del settore;
  • costano almeno 10 volte di più (stima orientativa) di quanto si possa spendere su una qualsiasi asta online di domini;
  • non esiste alcun criterio univoco per identificarli;
  • nonostante non manchino domini premium corti, sono spesso nomi brevi come numero di caratteri (la valutazione mhbiz “premia” tra l’altro i nomi corti sui lunghi, in effetti: si vedano qui i domini .IT scaduti, quelli con mhbiz più alto potrebbero essere potenzialmente premium);
  • di norma contengono una singola parola chiave molto ambita e/o concorrenziale;
  • sono registrati da molto tempo ;
  • sono domini in parking dato che non vengono, in molti casi, utilizzati attivamente (questo, almeno in linea di massima, tende a diminuire il loro effettivo valore);
  • tendono ad attirare traffico naturale, che è forse la loro caratteristica più rilevante e più difficile, di fatto, da verificare prima dell’acquisto.
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Secondo una condivisa opinione, inoltre, i domini premium:

  1. sono quasi sempre facili da ricordare per l’utente;
  2. portano una discreta percentuale di traffico diretto (persone che digitano il nome di dominio direttamente, senza social o referrer o motori “intermediari”)

e tendono a non avere queste caratteristiche:

  • trattini nel nome
  • simboli non alfabetici nel nome
  • keyword stuffing a qualsiasi livello

Non è vero, ad ogni modo, che generano sempre e comunque traffico in modo automatico (la “pacchia” è solo immaginaria, in effetti), perchè questo fenomeno è decisamente più complesso tant’è che l’ho analizzato in un articolo a parte. Scegliere un buon dominio premium, di fatto, significa avere una buona dose di intuito commerciale e riuscire a capire la qualità  del dominio stesso sulla base delle informazioni reperibili pubblicamente (oppure chiedendo direttamente a chi vende il nome stesso).

Cos’è un dominio Premium, quindi? Premium è un modo per indicare che quel nome è molto appetibile commercialmente, quale che sia la motivazione. Di norma, inoltre, a validare la qualità  del dominio vi è la valutazione orientativa del traffico/backlink in entrata sullo stesso.

 

 

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