Guida ai tipi di hosting: condiviso, cloud, dedicato, VPS Come scegliere il servizio di hosting: guida per ogni tipo

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Quanti tipi di web hosting ci sono? Che cosa cambia tra condiviso, cloud, VPS e dedicato? Lo scopriremo in questo articolo.

Guida generale ai vari tipi di hosting

Quante tipologie di hosting esistono? Fin troppe, e quel che è peggio è che non esiste una convenzione unica che permetta al cliente finale di capire davvero il significato dei vari termini, senza contare che alcune diciture non possiedono un corrispettivo tecnologico individuabile (del tipo “hosting professionale”, che può voler dire più cose come vedremo) a differenza di altre (ad esempio “hosting condiviso” che può fare riferimento ad una configurazione dei server e di rete ben precisa).

Di seguito sono illustrate le tipologie di hosting più diffuse a livello commerciale, in modo che i webmaster ed i clienti possano essere più consapevoli.

Se prima vuoi sapere che cos’è un hosting in generale, abbiamo una guida pronta per te.

Hosting condivisi (shared hosting)

Hosting_Condiviso_Dedicato_Gestito

L’hosting condiviso è la scelta più semplice e più diffusa che si possa fare: in questo tipo di piano di hosting avrete a disposizione un server virtualizzato, cioè suddiviso in varie quote di hard disk, memoria, CPU e banda condivisa, per l’appunto, tra voi ed altri clienti. Il rischio in questi casi è che l’hosting non sia in grado di servire 365 giorni all’anno il vostro sito correttamente, per cui diventa opportuno testare il servire e capire, volta per volta, se faccia davvero al caso vostro omeno.

Se il vostro sito presenta frequenti downtime o sembra essere molto lento, potete valutare di cambiare hosting oppure scegliere un piano di livello superiore (come questi). Esempi tipici di condiviso sono gli hosting di Aruba, SiteGround, Keliweb e Tophost.

Offerta suggerita di questo tipo. Suggerisco i servizi di aziende come Tophost, V-Hosting, Keliweb e Supporthost.

È un servizio di hosting che bilanciano costi e servizi in modo ragionevole, nella maggiorparte dei casi. I più comuni, spesso con rapporti qualità/prezzo variabili solitamente da 3 a 12 euro al mese. Offrono a tutti gli utenti mappano le proprie risorse sui medesimi supporti (memoria, banda, spazio su disco, database, interconnessioni di ridondanza). Se un utente satura qualche risorsa, ne risentono tutti coloro che si trovano su quella macchina. Possono essere a pagamento ma anche completamente gratuiti, e – contrariamente a qualche anno fa – forniscono quasi sempre un servizio usabile per buona parte dei vostri siti: in molti casi per una questione di economia di risorse possono presentare forti limitazioni d’uso. I migliori consentono configurazioni personalizzate molto avanzate (SSH, PHP.ini configurabile, shell Linux e via dicendo). Tra quelli a pagamento abbiamo Bluehost tra i servizi esteri e MisterDomain tra quelli italiani, con i quali ho avuto sempre un feedback convincente con l’assistenza e massima soddisfazione dopo l’acquisto. Tra quelli gratuiti segnalo i classici Netsons e Altervista (in italiano) e 000webhost, senza dimenticare Byethost (in inglese, con cui pero’ storicamente ho avuto qualche problema).

VPS (Virtual Private Server) / Hosting VPS

Hosting basato sulla virtualizzazione dei sistemi operativi, l’idea è quella di dare all’utente finale un dedicato al prezzo di un condiviso. In genere sono soluzioni di hosting ideali per bilanciare costi e prestazioni e funzionano abbastanza bene, purchè non si prendano soluzioni troppo low cost.

Le Virtual Private Server sono veri e propri computer remoti che potete controllare via desktop remoto o terminale SSH, e che potete configurare liberamente e senza alcun vincolo; ci potrete infatti montare server Apache o NGINX, potete usarle per WordPress oppure per Node.js, ci potrete fare la base del vostro business creandoci l’ambiente per un vostro web-service. Le VPS sono spesso un compromesso molto interessante tra potenza e spesa contenuta, ed in molti casi permettono di offrire prestazioni top – soprattutto in termini di riduzione dei parametri difficili da ottimizzare usando altre offerte, come il TTFB.

Offerta suggerita di questo tipo. Una delle migliori VPS che sto sperimentando in questi mesi è, senza dubbio, quella di Digital Ocean.

Hosting cloud

virtual cloud network concept

Hosting cloud è un servizio di hosting che si paga a consumo, acquistando delle “quote” di servizio che poi vengono scalate in base all’uso. In altri termini, si tratta di servizi di hosting che si sfruttano in base all’uso e non, come avviene su altri piani, pagando un fisso mensile: il costo sarà ad esempio di 10€ se usate 10 GB di banda (faccio un semplice esempio per capirci, ovviamente), oppure 90€ se ne consumate 100GB.

Il cloud è una tecnologia che abbiamo descritto in vari articoli del nostro sito, e che si potrebbe riassumere in una semplice frase: si tratta di un piano di hosting scalabile in base alle reali esigenze del webmaster. In altri termini un hosting di questo tipo non fa altro che offrire banda, CPU, spazio su disco ed altre risorse “a consumo”, cioè facendo pagare soltanto quanto effettivamente venga sfruttato. In effetti questo meccanismo di servizio a mo’ di “prepagato” è piuttosto diffuso non solo nel cloud, ma anche per servizi condivisi.

L’esempio più popolare tra gli utenti è ovviamente quello di Google Cloud: un’infrastruttura IaaS che permette di gestire più tipi di servizi, dai semplici siti in WordPress fino a CMS più complicati, così come API specifiche come quelle di Youtube o Google Maps.

Offerta suggerita di questo tipo. Una delle migliori VPS che sto sperimentando in questi mesi è, senza dubbio, quella di Digital Ocean.

Hosting dedicati

Server room interior

Servizio di hosting in cui vi daranno un’unico server tutto per voi, che tende a distinguersi dalle soluzioni di tutti gli altri tipi, e che costa ovviamente un po’ di più. Un ottimo esempio di server di questo tipo è quello offerto da Keliweb, ad esempio.

Offrono ad ogni utente risorse “di proprietà” o comunque assegnate individualmente ad ogni cliente, superando il limite degli hosting condivisi che invece virtualizzano e condividono le stesse risorse hardware tra più clienti finali o siti. Sono tipicamente venduti ad prezzi più alti di tutti gli altri, danno servizi di alto livello come configurazioni personalizzate e scelta del sistema operativi.

Perchè procurarsi un server dedicato è presto detto: in molti casi si tratta della soluzione ideale per i siti che ricevono moltissimo traffico. Il fatto di non “subire” anche indirettamente la presenza di altri siti sulla stessa macchina (come avviene di fatto con i piani condivisi) permette al gestore del sito di avvalersi di tecnologie di livello e poter disporre di prestazioni per nulla paragonabili a quelle di un piano di hosting ordinario. Un piano di questo tipo permette, tra l’altro, di disporre di configurazioni non consentite sugli hosting condivisi, ad esempio grazie alla possibilità di modificare il file PHP.ini (cosa che molti piani condivisi permettono per la verità, ad esempio Bluehost).

In sintesi: ci possono essere molte buone ragioni per scegliere un dedicato, ma sono meno comuni di quanto si possa pensare. I downtime frequenti, dei picchi di traffico molto frequenti e la necessità di estendere i propri servizi sono una delle ragioni più che valide per farlo. Attenzione comunque a non sovradimensionare la nostra scelta (leggasi spendere soldi inutilmente), e prima di ogni altra cosa diamo uno sguardo agli Analytics del nostro sito, e facciamo un’analisi sensata e razionale su questo aspetto. Tra gli altri Bluehost offre l’upgrade a server dedicato – a partire da una soluzione di hosting condiviso classica – a prezzo abbastanza contenuto, una volta che acquistate la soluzione base a pagamento per almeno un anno. Altra soluzione da considerare è ad esempio A2Hosting.

Offerta suggerita di questo tipo. Vi suggerisco i server dedicati di Keliweb.

Hosting semi-dedicato

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Servizio di hosting di livello intermedio, che bilanciano costi e servizi in modo ragionevole, e che tendono a superare alcuni dei limiti dei servizi di hosting condiviso tradizionali: in questo è spesso assimilabile ad un frazionabile. Un ottimo servizio di questo tipo è quello offerto da Supporthost. Sono soluzioni molto performanti come prestazioni e prezzo, paragonabili a quelle di un server dedicato e che ho descritto in un articolo apposito. In generale acquistare una soluzione di questo tipo equivale a disporre di una singoli server configurabile a piacere, secondo le più diverse configurazioni a seconda dei casi, del marketing e delle architetture sottostanti. La soluzione è simile all’hosting VPS, ma è un po’ più facile da configurare.

Il semidedicato è un hosting “potenziato” che viene condiviso tra un numero limitato di utenti: personalmente con questo genere di soluzioni mi sono trovato bene per la maggioranza dei blog che ho gestito, e tuttora faccio funzionare diversi portale con servizi semidedicati. Dal punto di vista tecnologico un servizio del genere non fa altro che limitare a priori il numero di utenti che possono risiedere sulla stessa macchina, facendo quindi in modo di bilanciare al meglio le risorse del nostro sito.

Offerta suggerita di questo tipo. Un esempio è il servizio di Vhosting che è davvero interessante, e non costa neanche moltissimo per quello che danno.

Hosting in overselling

Si verifica nel momento in cui il provider vende più spazio web, più banda – e più risorse, in generale – di quelle che le sue macchine fisiche gli possano consentire. Di fatto si tratta di una tecnica di vendita che, tra l’altro, sfruttano non soltanto i provider web, e che si basa su un’ipotesi statistica piuttosto attendibile: la maggioranza dei clienti tende a sfruttare il minimo delle risorse, per cui – in un certo senso – la cosa va liscia perchè nessuno se ne accorgerà, se non in rari casi: in questo modo, peraltro, tutti possiedono l’illusione di avere le risorse tutte per sè e, di fatto, non si accorgeranno del problema se non effettuando tutte le richieste contemporaneamente. Cosa che, come è facile immaginare, avviene raramente, ed è anche vero che quasi nessun hoster mette nero su bianco che stia praticando overselling.

Hosting reseller

In breve: servizio di hosting adatto a gestire più siti web, che tende a distinguersi dalle soluzioni condivise e VPS. Un buon esempio di hosting di questo tipo è quello offerto da Keliweb, ad esempio.

I piani reseller possono essere di varie tipologie e, come nel caso dell’overselling, la distinzione è di natura puramente commerciale: si tratta infatti di piani di hosting che si prestano ad essere suddivisi per vari webmaster, dandovi così la possibilità di essere rivenditori (reseller) del servizio del vostro hoster. In questo caso si tratta di soluzioni abbastanza simili ai frazionabili, visto che sono concepiti e gestiti in modo del tutto analogo.

Hosting ibridi

In alternativa, poi, potreste valutare altre soluzioni intermedie: ad esempio hosting Load Balanced (ovvero che supportano il bilanciamento automatico del traffico per evitare sovraccarichi, in automatico) oppure Cloud Hosting. Il primo consiste in una infrastruttura ottimizzata di re-distribuzione delle richieste in modo tale che gli utenti risentano delle attese di caricamento della pagina il meno possibile. E’ adottata, tra gli altri, da Byethost, e l’utente non “vede” alcuna differenza nella gestione dei suoi servizi (FTP, WEB ecc.).
Il cloud hosting è invece una delle novità del momento, e consiste in un’evoluzione dell’hosting condiviso nel quale le risorse sono distribuite in più copie equivalenti, in modo tale da abbattere i tempi di downtime. Non appena si verifica qualche problema, infatti, le risorse vengono mappate in una zona libera della rete, in modo tale che l’utente non soffra di attese inutili o “cadute” del servizio. Questi servizi, di solito, sono interamente gestiti dai tecnici dell’hosting senza pesare sul webmaster (per fortuna…). Per saperne di più in merito, leggete l’articolo sulla sicurezza dei cloud hosting e sulle sue generalità.

Ovviamente non pensate a queste caratteristiche come a dei compartimenti stagni, visto che molti provider offrono servizi “ibridi” (ad esempio VPS Cloud Web Hosting) che combinano vari aspetti visti qui. Considerate infatti che non esiste, attualmente, uno standard di caratteristiche o qualità a cui le varie aziende di hosting si rifanno: in altre parole le modalità effettive di erogazione dell’hosting possono variare sensibilmente da servizio a servizio (al di là, ovviamente, di quelle presentate in questa sede).

Basatevi sempre su quello che vedete scritto nelle offerte, ed in caso di dubbio non esitate a contattare l’assistenza: questo mi sento di consigliarvi in generale.

Hosting frazionabili

Servizio di hosting di livello intermedio, che bilanciano costi e servizi in modo ragionevole, e che tendono a superare alcuni dei limiti dei servizi di hosting condiviso tradizionali. Un buon servizio di questo tipo che ho sperimentato per diversi anni è quello di Supporthost.

Di solito esiste la necessità di un hosting di questo tipo se si controlla più di un dominio e si desidera mantenerli tutti sotto un medesimo piano, oppure se si realizzano siti web e si vuole cedere parte dello spazio ai propri clienti in modo che lo gestiscano indipendentemente. Supporthost offre, ad esempio, un hosting di questa tipologia a prezzo piuttosto economico.

Hosting professionali

Servizio di hosting di tipo generico, che tende a distinguersi dalle soluzioni puramente low-cost. Un buon esempio di hosting di questo tipo è quello offerto da SiteGround, ad esempio.

Si tratta di una variante di hosting, in questo caso, di natura quasi esclusivamente di marketing o commerciale, poichè tutti gli hosting possono essere, di fatto, “professionali” (anche se poi dipende dalla “professione” che svolgono e, soprattutto, dalla quantità di traffico che riescono a produrre). È ragionevole in  molti casi tenere conto che “professionale” possa fare riferimento alla mancanza di overselling, ovvero al non-sovraccarico di siti su una singola macchina al fine di migliorare le prestazioni globali (vedi glossario hosting).

Comparativa per la scelta dei servizi di hosting

In conclusione, in questa tabella ho cercato di riassumere idealmente il numero di visite mensile che produce un normale hosting condiviso, e cercato di proporzionare in modo ragionevole il tipo di piano che idealmente – secondo la mia esperienza – è l’ideale per voi.

Ho considerato la tipologia di sito blog che riceve visite quotidiane con picchi durante la settimana e nelle ore lavorative (stando ai miei dati Analytics, analizzati a spanne per quanto la scelta si sia rivelata azzeccata in svariati casi differenti).

Il primo calcolo che ho fatto risale al 2014, ma rimane sostanzialmente valido anche oggi per guidare almeno la prima scelta dell’hosting per il vostro sito.

Visitatori unici mensili Tipologia suggerita
30-10.000 Condiviso, budget fino a 100 euro all’anno
15.000-40.000 Condiviso/Cloud Economico, budget orientativo fino a 150/200 euro all’anno
40.000-100.000 Semidedicato/Cloud, budget fino a 250/300 euro all’anno
>100.000 Dedicato, budget 500 euro all’anno fino a circa 1200 euro/anno

Ovviamente sto facendo riferimento a soluzioni per blog di vario genere, non per applicazioni o portali di altro tipo (come gli e-commerce) che sono sostanzialmente di tipo differente da quelli analizzati qui. Se consultate le offerte di hosting del nostro sito web potrete avere un’idea più precisa riguardo ai vari servizi, ai loro prezzi ed alle prestazioni che vengono offerte da ognuno di essi.

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Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.