Come controllare i picchi di traffico di un sito

Come controllare i picchi di traffico di un sito

La gestione dei picchi di traffico su un sito web si può legare, secondo il nostro metodo, all’analisi del Webmaster Tools (come impostare il WMT di un sito) e di Google Analytics del proprio sito: la prima domanda che dobbiamo porci è proprio quella di sapere precisamente come misurare il traffico del nostro sito, ed un modo efficace per farlo è ovviamente utilizzare Google Analytics.

Come sappiamo, infatti, questo strumento si imposta mediante un widget Javascript nel theme del nostro sito, e ci permette di misurare il numero di unici, di visualizzazioni, di pagine per visita, di permanenza nel sito, di percentuale di rimbalzo e così via.

Cosa vuol dire “flusso di visite costante”?

Il picco di traffico avviene, nella pratica, se avete un aumento di visite: nel link troverete alcune informazioni utili per capire come “provocarlo”.

Senza perderci in una descrizione dettagliata di questi parametri, concentriamoci su quelli che definiscono il numero di visitatori che arrivano al nostro sito, e che in certe situazioni potrebbero comprometterne la stabilità: in una “scala di gradazione” ideale, di fatto, potremmo partire dal considerare gli hosting gratuiti per i siti che sono ancora agli inizi, per poi considerare (salendo di un po’ col numero di visite) i cosiddetti hosting condivisi.

Spesso riusciamo ad ottenere soluzioni di questi tipo per poche decine di euro all’anno – ci sono hosting nelle nostre liste che arrivano ad un euro al mese – ma ovviamente queste soluzioni sono da considerare soltanto se abbiamo un flusso costante di visite.

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Ovviamente è improbabile che le visite costanti rappresentino nel grafico una linea perfettamente orizzontale: le fonti di traffico, la struttura del sito e molti altri fattori possono influenzare questo parametro, ed inserire un certo “rumore” imprevedibile su di esso. Su Analytics, nella pratica, un flusso costante di visite viene definito qualora il numero di Sessioni ricada, in un periodo prefissato, tra un massimo ed un minimo, senza presentare variazioni sensibili e senza uscire dall’intervallo (range) che riusciamo ad individuare.

Ad esempio potremmo verificare un sito che presenta visite costantemente (ad esempio) tra le 1800 e le 2100 giornaliere: questo è un flusso di traffico che tipicamente qualsiasi hosting riesce a gestire, data la sua regolarità e proprio perchè non si presentano “picchi”, cioè aumenti nel breve periodo.

Altro discorso, invece, si presenta in casi di aumenti improvvisi del traffico, che possono essere di entità variabile e che tendono a sforare leggermente la media:

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In questi casi possiamo al limite valutare una soluzione di hosting semi-dedicata, anche se di solito gli hosting di qualità, anche quando siano piuttosto economici, possono gestire queste piccole variazioni dalla norma in modo automatico (fino a 7000-8000 unici giornaliere ce la dovreste fare, insomma).

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Altro caso è un aumento improvviso che tende a deviare di parecchio dalla norma, e questo si può verificare:

  • se il link che condividiamo ha un certo successo su social come Twitter o Facebook, e viene molto rimbalzato o condiviso ripetutamente nel breve periodo (tipico dei post che diventano virali o che seguano un trend);
  • se verifichiamo nello stesso periodo un incremento corposo di impression/click sul succitato Webmaster Tools, come in questo grafico.

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Quel picco improvviso è coinciso con un incremento di visite su un blog, ad esempio, in corrispondenza di uno dei trend del momento: popolarità breve ma intensa, che se presente in misura leggermente superiore avrebbe potuto portare al cambio di hosting. Quindi un VPS, un dedicato o addirittura un cloudAmazon AWS è uno dei più avanzati che abbia mai provato, ma attenzione anche a Google Cloud – possono essere scelte sensate, ma bisogna fare sempre attenzione a valutare le casistiche. Se il sito è andato down per via di un picco di visite, valutare un upgrade del vostro piano di hosting o pensate concretamente a cambiarlo: ma potrebbe in generale dipendere da altri fattori, come cattive configurazioni del sito oppure inadeguatezza del supporto offerto dall’hosting.

Se è vero che gli hosting vi incoraggeranno sempre a fare un upgrade, è bene fare attenzione ai dati del WMT e di Analytics e sapersi regolare di conseguenza.

Photo by world.is.beautiful

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