Come recuperare foto o file cancellati con TestDisk La guida per recuperare file da qualunque dispositivo mediante un comodo programma gratuito

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Il recupero di file cancellati o rimossi inavvertitamente dal PC è una cosa che può capitare in svariate occasioni: non è il caso di preoccuparsi troppo, se dovesse succedere, ma è necessario seguire un paio di facili indicazioni fin dall’inizio.

Per cominciare

Anzitutto, ammesso che dovessimo recuperare dei file cancellati da un hard disk esterno, è opportuno verificare che non siano presenti nel cestino: in caso affermativo, infatti, basterà recuperarli da lì e dovremmo averli nuovamente a disposizione. Ma se il caso non è così banale sarà necessario:

  1. scollegare temporaneamente l’hard disk su cui sono presenti i file cancellati, se esterno mediante rimozione sicura; se si tratta di un pennino o una scheda SD, basta scollegarlo in questo modo. Se invece si tratta di un fisso, è opportuno rimuoverlo dal case per poi ricollegarlo mediante opportuno adattatore IDE-USB oppure SCSI-USB a seconda dell’interfaccia presente.
  2. evitare di salvare, spostare o eseguire qualsiasi altra operazione su file e/o directory.

Come recuperare file cancellati da USB, cellulari, schede SD o hard disk

Perchè il recupero possa andare a buon fine, infatti, sarà necessario che la situazione dell’hard disk (o meglio del suo file system) sia quanto più possibile coerente con la cancellazione appena avvenuta; se eseguissimo altre operazioni, infatti, il programma di file recovery potrebbe essere in difficoltà nel trovare i nostri file cancellati. Nel caso in questione, infatti, i file cancellati potrebbero essere stati sovrascritti riducendo al minimo le speranze di poterli recuperare.

A livello pratico, ciò significa che la prima operazione da fare non appena fatto il danno sarà quella di usare il programma in questione, senza provare a fare nient’altro e senza usare l’unità in questione (se si tratta di un hard disk su cui recuperare i file, usandola solo lo stretto necessario: ad esempio reinstallando il sistema operativo).

Il recupero di file è possibile su qualsiasi dispositivo o device, ovvero hard disk esterni, interni, schede SD, “pennini” USB di varia capienza e moltissimi altri tipi di memorie.

Che programma useremo?

Il programma che utilizzeremo per il recupero si chiama TestDisk, è free ed open source ed è disponibile gratuitamente come software libero ed open source; vive di donazioni al suo creatore, ed è stato sviluppato per qualsiasi sistema operativo. All’interno del pacchetto troverete sia il programma TestDisk che PhotoRec, la variante del programma specifica per recuperare file multimediali come immagini e filmati. Diffidate dalle troppe alternative “miracolose” che trovate in giro perchè, di fatto, questo sembra essere uno dei pochi software gratuiti funzionanti per effettuare il recupero di file cancellati, mentre le alternative non sono moltissime: Recuva e Undelete360 sono tra queste. Nel seguito vedremo come recuperare file cancellati con un Mac, ma la procedura è identica anche nel caso di Windows e Linux.

Photorec/Testdisk vengono forniti gratuitamente senza alcuna garanzia di recupero: danni ulteriori, comunque, non dovrebbero farne, dato che agiscono sui dispositivi in questione dichiaratamente in sola lettura.

Come installare Testdisk

photorec

Se ad esempio scaricate TestDisk/Photorec per Mac (come ho fatto per questo articolo: attenzione a scegliere la versione Intel per i Mac recenti, e PowerPC per quelli più vecchiotti), scoprirete che si tratta di un formato compresso .bz2 (ad es. testdisk-7.0.mac_intel.tar.bz2); scompattatelo in una cartella qualsiasi, ed apritela.

Troverete in particolare due file (due eseguibili Unix, nel caso del Mac), dai nomi inequivocabili:

photorec
testdisk

Screen 2015-08-29 alle 11.48.51

Per leggere la documentazione sulla versione che avete scaricato aprite con un normale browser (mediante doppio click) il file documentation.html.

Proviamo a recuperare i vostri file!

A questo punto, se in precedenza avevate scollegato l’hard disk esterno (o anche la pennina USB o la scheda SD, il procedimento non cambia molto) è venuto il momento di ricollegarlo al vostro computer. Se il recupero deve avvenire sull’hard disk di default, invece, non è necessario fare nulla.

Tenete conto, a questo punto, che vi serviranno due dispositivi distinti:

  1. il primo, ad esempio A, sarà quello da cui recuperare i file cancellati;
  2. l’altro, ad esempio B, sarà invece quello su cui salvare i file recuperati.

Se provate a salvare sullo stesso device su cui sono presenti i file corrotti, infatti, a parte che potreste avere problemi di capienza è possibile che il recupero non vada a buon fine.

Aprendo uno dei due eseguibili (photorec per recuperare foto o filmati, testdisk per recuperare file generici), si aprirà una finestra del terminale (rispettivamente anche in Windows e Linux) in cui troverete una prima interfaccia.

Il Mac potrebbe chiedervi – quasi sicuramente – qualcosa del genere:

photorec” è un’applicazione Unix scaricata da Internet. Sei sicuro di volerla aprire?

cliccate Apri per procedere oltre: l’operazione è sicura, in quanto photorec è un software open source le cui operazioni eseguite sono sicure, nonostante non si tratti di un prodotto ufficialmente supportato dall’Apple Store.

Recupero passo-passo dei file: come fare

Come primo passo, dovrete adesso inserire la password di root del sistema: mentre la scrivete non sarà visibile, ed è normale che sia così. Premete poi Invio per confermare l’inserimento, e dopo qualche attimo dovrebbe apparire qualcosa del genere, cioè l’interfaccia di Photorec.

Screen 2015-08-29 alle 11.58.09

Siete finalmente entrati nel programma, e a breve inizierete l’operazione di recupero; come è possibile vedere da questa schermata, come primo passo dovrete scegliere il dispositivo da cui effettuare il recupero di file cancellati. Tenete conto, da ora in poi, che la finestra del terminale per essere utilizzata non dovrà ovviamente essere chiusa, dovrà essere in primo piano e per scegliere la voce del menù in basso da eseguire basterà cliccare sull’iniziale corrispondente (P per procedere oltre, all’inizio, Q per abbandonare il programma).

Attenzione che ci sono due possibili opzioni, in questo caso, che riportano due volte gli stessi device: dispositivi di tipo /dev/diskX (disco normale) oppure /dev/rdiskX (disco grezzo), in molti casi è più rapido ricorrere alla seconda opzione, rdisk. Casi più specifici dipendono dal device e dal sistema operativo utilizzato, e non verranno trattati in questa sede.

Distinguerete il nome del dispositivo A da cui recuperare i dati sulla base e B su cui salvarli, ad esempio, in base alla dimensione dello stesso: nella screenshot sopra, per esempio, c’è un hard disk /dev/disk0 che è quello del Mac di default, mentre /dev/disk1 non è altro che un hard disk esterno da cui vorrei recuperare dei file.

Scegliete quale device usare per il recupero, e cliccate su P o premete Invio per confermare la vostra scelta.

Adesso vi verrà chiesto se volete provare a recuperare file dal file system “alla grezza” (prima riga) oppure fidandosi della partizione (che sarà indicata esplicitamente nel tipo, seconda riga, nel mio caso era una HFS+ o partizione del Mac journaled): la scelta tra le due dipende anche dalle condizioni fisiche del dispositivo su cui sono presenti i file cancellati, e quella di default sarà evidenziata in automatico. Prima di procedere, pero’, ci sono delle opzioni consigliate che vi suggerisco di attivare.

photorec1

Per accedere alle opzioni (il mouse non funzionerà, e dovrete accedere via frecce della tastiera destra/sinistra) dovrete andare su Options e cliccare su Invio. In questa schermata troverete varie opzioni, del tipo:

  • Paranoid conviene lasciarla così com’è su Yes, salvo voler effettuare un recupero “estremo” (bruteforce) che potrebbe richiedere molte ore e bloccare il computer, se non abbastanza recente;
  • Allow partial last cylinder può rimanere com’è, salvo sappiate quello che state facendo;
  • Keep corrupted files ci potete cliccare in modo da selezionare Yes, in modo da aumentare leggermente il numero di file recuperati;
  • Low memory va abilitata solo se i precedenti tentativi di recupero non sono andati a buon fine per un crash di sistema.

Tornando alla schermata principale, troveremo la scelta dei tipi di file da recuperare: qui conviene scegliere solo quelli che ci interessano, a meno che non vogliate effettuare un tentativo di recupero di tutto il “salvabile”. Quest’ultima opzione pero’ può richiedere diverse ore, a seconda delle dimensioni del dispositivo.

photorec2

Non vi resta  a questo punto che andare su Search, sempre dal menù principale, e premete il tasto S per iniziare il recupero: dovrete scegliere la locazione B, cioè quella su cui salvare i file recuperati. Fatto questo, vedrete una schermata che mostra la progressione del lavoro e, in basso, il numero di file recuperati. Tali file possono essere aperti ed ispezionati anche durante l’esecuzione del programma, che può essere anche ridotto a icona, sebbene non sia consigliabile fare altre operazioni sul computer mentre quella di recupero è in corso.

Tra i file recuperati, non tutti potrebbero essere leggibili. Ci sarebbe qualche altra considerazione su filesystem e opzioni da prendere in considerazione, ma credo che quanto scritto finora sia sufficente per un uso “medio” del software di recupero, uno dei migliori in circolazione e che ho utilizzato svariate volte. Il tasso di successo, ovviamente, non dipende solo dal programma ma anche dalle condizioni del dispositivo in questione.

I formati di file riconosciuti (molto numerosi, in effetti) sono qui, se vi interessa la documentazione del programma è in italiano ed è molto esplicativa: ci sono un esempio di recupero dati da un iPhone, e anche delle idee per riordinare i file recuperati.

Photo by xmodulo

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