Come iniziare un discorso


Iniziare un discorso in modo efficace è fondamentale per catturare l’attenzione del tuo pubblico e stabilire una connessione con chi ti ascolta. Non sempre è facile, e in questa guida cercheremo di capire quali strategie utilizzare per farlo.

Esistono varie strategie per iniziare un discorso, e i potenziali punti d’attacco (nella retorica il “punto d’attacco” è il momento iniziale o l’argomento principale da cui inizia un discorso o un argomento) sono numerosi. Il problema è che c’è un’abbondanza tale di euristiche da generare il più classico dell’imbarazzo della scelta. Anche perchè, soprattutto, non c’è un modo per comunicare che valga al meglio rispetto ad altri, o in assoluto: è indispensabile che ognuno trovi la propria dimensione, sulla base della propria emotività, di ciò che vuole trasmettere e così via. Il successo (qualsiasi cosa vogliamo intendere con questa parola) di queste strategie dipende dalla loro applicazione corretta, ma anche da aspetti personali, non quantificabili come il contesto e dalla considerazione del pubblico, del contesto e dell’argomento del discorso. Ci sono troppe variabili, in altri termini, perchè si possa pretendere un assolutismo di qualsivoglia tipo in merito. Pero’, come dire, avere sette strategie è meglio che averne solo due, perchè almeno uno può tarare al meglio la questione anche in corsa.

Come (non) iniziare un discorso

Ecco, per iniziare, alcune potenziali strategie comuni per (non) iniziare un discorso:

  1. Racconta una barzelletta o fai una battuta.
  2. Presentati brevemente e condividi perché sei qualificato o interessato all’argomento del discorso.
  3. Inizia con una citazione famosa per tuo argomento.
  4. Posta una domanda al tuo pubblico che li faccia riflettere sull’argomento del tuo discorso.
  5. Racconta una breve storia o aneddoto che si collega all’argomento del tuo discorso.
  6. Inizia con una dichiarazione sorprendente.
  7. Condividi una tua esperienza personale o una riflessione che sia rilevante all’argomento del discorso.
  8. Proponi subito una statistica.
  9. Racconta una breve storia che sia coinvolgente e collegata all’argomento del tuo discorso.
  10. Utilizza una citazione di un esperto o di un’autorità nel campo dell’argomento che stai affrontando.
  11.  Sfida il tuo pubblico o presentagli una provocazione relativa all’argomento (fallo con attenzione e cautela).

Mentre le strategie di introduzione menzionate possono essere efficaci in molte situazioni, è importante riconoscere che ciascuna di esse potrebbe presentare alcune falle o limitazioni a seconda del contesto e dell’obiettivo del discorso. Ecco alcune potenziali falle per ciascuna di queste strategie:

  1. Non partire con una battuta: il pubblico potrebbe non essere pronto a riceverla, a freddo. E tantissime battute che fanno ridere te, o che speri facciano ridere altri, in realtà fanno ridere a malapena chi le ha pensate la prima volta.
  2. Aspetta a presentarti, se non è strettamente necessario: la gente è più interessate alle tue idee che alla tua persona. Non essere egocentrico!
  3. Attenzione alla citazione che metti a “cuocere”: potrebbe non essere capita, potresti passare per spocchioso e ti taglieresti le gambe sul nascere.
  4. Attenzione alle domande che poni, perchè molti potrebbero non conoscere le risposte, e potrebbero essere pure domande troppo difficili per il livello medio del tuo pubblico (Questa è una circostanza che parlando varie volte in pubblico ho riscontrato fin troppe volte, devo dire).
  5. Attenzione all’aneddotica: anche qui, può essere difficile da raccontare e far capire ad un pubblico disomogeneo o poco affine con i tuoi gusti personali. Se citi Lacan ad un pubblico di elettronici o racconti un aneddoto secondo te divertente su un matematico ad un pubblico delle elementari, rischi di non essere capito o di portare fuori strada.
  6. Attenzione a fare dichiarazioni sorprendenti, visto che molti – impietosamente – potrebbero già conoscerle.
  7. Attenzione a condividere esperienze personali, partire con il self disclosure può farti sentire a disagio o peggio ancora, crearne. Hai appena iniziato, aspetta!
  8. Attenzione alle statistiche, perchè sono manipolabili da un pubblico smaliziato, e rischiano di farti dire cose che non vorresti.
  9. Attenzione a raccontare storie che non interessano proprio a nessuno.
  10. Assicurati che la citazione non sia apocrifa, per carità!
  11.  Se sfidi il pubblico, infine, potresti renderti involontariamente antipatico.

Ogni strategia di introduzione potrebbe, in altri termini, essere “sbagliata” se non viene utilizzata correttamente o se non è adatta al contesto, all’argomento o al pubblico a cui ci si sta rivolgendo. Gli studenti che seguivano i corsi del MIT partecipavano ad un’ora di lezione del professor Winston (scomparso nel 2019), un docente iconico per l’accademia che insegnava loro come comunicare in modo corretto. Comunicare idee, suggerimenti, strategie, farsi ascoltare senza indurre sonnolenza o disinteresse nell’altro. Il suo corso è molto interessante, è solo in inglese, è gratuito e lo trovate su Youtube (How to speak).

Tra le euristiche suggerite da Winston – che consiglio di seguire per intero in originale – ne possiamo individuare alcune davvero interessanti per iniziare bene un discorso:

  1. Promise. Più che partire da una barzelletta o da una battuta, che è sempre un rischio notevole anche se avete molta esperienza, si può pensare di partire una promessa, cioè pianificando fin da subito che si parlerà di X allo scopo di arrivare ad Y, oppure che si spiegherà come fare Z seguendo i passi K.
  2. Cycle. Fin dall’inizio, abituate il pubblico a ripetere le cose più volte, non perchè i presenti siano stupidi (anche se potrebbe capitare), ma perchè ripetere è un modo sicuro per far arrivare il concetto a tutti, inclusi quelli che mentre iniziate a parlare sbirciano WhatApp o finiscono di scrivere una email.
  3. Fence. Il concetto di recinto è basilare, fin dall’inizio: se costruite un “recinto” vuol dire che aiutate il pubblico a capire cosa volete trattare e cosa è, ciò che trattate.
  4. Punctation. Il corso di Winston insiste molto sul fatto che una corretta punteggiatura sia fondamentale allo scopo di non far distrarre il pubblico, per cui frasi molto brevi e ben strutturate funzionano meglio di frasi molto lunghe.

Viene in mente, per concludere, il lavoro fatto da Jacques Lacan fino agli ultimi anni è considerevole anche sul “come iniziare un discorso”, se ci pensiamo: i suoi seminari trattavano complessi concetti di psicoanalisi, ma riuscivano a farlo in modo relativamente fruibile tant’è che erano aperti al pubblico anche di non addetti ai lavori. Non vogliamo dire di prendere esempio da qui, perchè sarebbe forse eccessivo: ma possiamo pensare ai tanti modi per farsi capire anche esponendo concetti complicati, idee nuove, potenzialmente rivoluzionare, e le grandi conquiste (penso) passano proprio da questo.

Liberamente tratto dal corso di Patrick Winston (1838-2019).

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