Licenze software a confronto, eccone tre

Licenze software a confronto, eccone tre

Quattro tipologie di licenze software utilizzate dai programmi che spesso sfruttiamo sui nostri computer e suoi server che utilizziamo abitualmente. In generale la distinzione tra le categorie non è troppo rigida per quanto riguarda i singoli software, e molte licenze possiedono specifiche varianti: nella pratica molti software free per Mac sono stati catalogati su questa pagina.

GPL (GNU General Public Licence). Come ogni licenza di software libero, essa concede ai licenziatari il permesso di modificare il programma, di copiarlo e di ridistribuirlo con o senza modifiche, a volte gratuitamente altre pagando. Rispetto alle altre licenze di software libero, la GPL viene comunemente classificata come “persistente” (il software deve essere diffuso alle medesime condizioni iniziali, e deve contenere il codice sorgente o comunque istruzioni per ottenerlo) e “propagativa” (la GPL si applica anche all’unione tra due programmi differenti, entrambi in GPL). Consiste, in altri termini, nel concetto di copyleft introdotto da Richard Stallman, realizzato per garantire la distribuibilità del software dalle origini ed evitare appropriazioni indebite che ne sfavorirebbero i futuri miglioramenti. Possiamo riconoscerlo facilmente perchè viene distribuito “così com’è“, che significa privo di garanzie alcune da parte del detentore dei diritti: sarà l’acquirente a rischiare, in qualche modo, sulla qualità e sulle effettive prestazioni del programma che sta utilizzando. È interessante osservare che la GPL non è necessariamente una licenza gratuita, come comunemente viene intesa da alcuni.

LGPL: La LGPL è una licenza di tipo copyleft ma, a differenza della licenza GNU GPL, è più “leggera” nel senso che non richiede il vincolo su un eventuale software derivato collegato al programma venga rilasciato sotto la medesima licenza. Firefox, OpenOffice, LibreOffice e svariate librerie vengono attualmente rilasciate sotto quest’ultima licenza, anch’essa ideata da Stallman.

BSD: tale licenza consente la redistribuzione del software anche in forma proprietaria, purché venga riconosciuto il merito all’autore (ed in questo è similare al concetto di alcune Creative Commons per i contenuti originali). Inoltre non si può ridistribuire il codice con un’altra licenza, e assieme alla ridistribuzione dei file binari deve essere allegata la licenza. Riferimento: BSD License

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