Trovare l’hosting gratuito più adatto: come fare? Sia che abbiate un sito in WordPress che uno in Magento o Drupal, avrete bisogno di un server di hosting: ecco i dettagli

<span class="entry-title-primary">Trovare l’hosting gratuito più adatto: come fare?</span> <span class="entry-subtitle">Sia che abbiate un sito in WordPress che uno in Magento o Drupal, avrete bisogno di un server di hosting: ecco i dettagli</span>

Quando si apre un nuovo sito, o si decide di rinnovare l’hosting di un portale esistente di nostra proprietà, la scelta critica è spesso legata al tipo di hosting, al costo ed alle sue prestazioni. La scelta tra le diverse tecnologie si riduce più spesso ad un confronto di costo, assistenza e condizioni: ne esistono due tipi base in circolazione, cioè l’hosting condiviso (economico, a volte gratuito, ma altrettanto spesso poco efficente) e quello dedicato (costoso, spesso molto costoso ma altrettanto efficente).Ci sono soluzioni intermedie come cloud e semidedicati, ma nell’ambito degli hosting molto economici sono scarsamente utilizzate ad oggi.

Hosting gratuiti: risorse free (e limitate) per tutti

Volendo, possiamo decidere per il primissimo periodo di vita del nostro sito web, oppure per imparare ad utilizzarlo in modo corretto, sfruttare un’offerta di hosting gratuito:

La virtualizzazione delle risorse

Tornando ai due tipi di hosting più diffusi, su un hosting del primo tipo esistono uno o più server messi in rete, ognuno dei quali offre più account sulla medesima macchina.

Questo si traduce sul piano pratico come nomi di sotto-domini personalizzabili (del tipo: salvatore, antonio, monica, giovanna…) ognuno dei quali si “ritaglia” un pezzetto di hosting nei siti:

  • salvatore.hostingcondiviso.com
  • antonio.hostingcondiviso.com

Tale meccanismo permette, in altri termini, la virtualizzazione della macchina, ovvero dare l’illusione che ogni utente disponga di un server tutto per sè (ovviamente la realtà è ben diversa). La banda è la risorsa forse più preziosa, e tipicamente è a consumo, nel senso che si “esaurisce” sulla base delle effettive richieste degli utenti: se la finite, è il caso di valutare un acquisto di un hosting di fascia superiore. Ovviamente quella che gli utenti percepiranno come “lentezza” del vostro sito potrebbe essere un male comune a molti altri utenti dell’hosting condiviso. Stime “a spanne” sulla banda si possono certamente fare: se avete un numero di unici dell’ordine delle migliaia (meno di 10.000), potete andare bene con 10 GB di banda (blog molto consultati, ad esempio). A salire, considerate invece altre soluzioni, ed arrivati ad una certa soglia eventualmente anche soluzioni dedicate, che pero’ salgono inesorabilmente di prezzo.

Un fattore che fa la differenza: il tipo di domini che ti permette di gestire

Altro aspetto da considerare è il redirecting: un hosting condiviso offre indirizzo poco “simpatici”, difficili da ricordare e che faranno da ostacolo, in qualche modo, alla diffusione del vostro sito. Se lavorate, come consiglio di fare, su un hosting condiviso (mionome.hosting.com) vi conviene solo successivamente passare ad una soluzione dedicata (o, al limite, ad un redirecting su un dominio .it o .com).Usare direttamente un dominio .it per avere poi 100 visite al mese per un anno non è una buona idea (a meno che, ovviamente, qualcuno non vi commissioni un dominio .it). Ovviamente tutto dipende dal traffico del sito reale (e previsto), che dovreste tenere sorvegliato costantemente.

Se registrate un dominio .it direttamente, peraltro, dovrete mantenerlo a pagamento ogni anno (spesso a cifre irrisorie, almeno nel primo periodo, ma anche un investimento piccolo va ponderato, specie se è possibile avere lo stesso gratuitamente!).Se le cose vanno male, poi, dovrete chiudere tutto, cosa che invece evitereste registrando un dominio condiviso e facendolo “crescere” coi vostri tempi (…senza troppa pigrizia, se possibile!) a costo minimo o nullo.

La mia idea, quindi, è che lhosting dedicato sia nel 99% dei casi una naturale evoluzione di quello condiviso, e nessun sito nasca “da sè” come dedicato. Eccovi quindi, al link successivo, alcuni esempi di hosting condivisi “espandibili” in seguito. Per inciso, uno dei pochi ad offrire hosting per Java o pagine JSP sono qui: non ho potuto testarlo perchè non ho attualmente “work in progress” in Java, ma sembrano promettenti.

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