Che cos’è il Time To First Byte (TTFB)

Che cos’è il Time To First Byte (TTFB)

La quantità nota come Time To First Byte (in sigla TTFB) è una misura utilizzata come metro di “responsività”, ovvero velocità di risposta, di una risorsa di rete generica o, nello specifico, del server di un hosting web. Il TTFB misura il tempo, in numero di millisecondi (ms), tra il momento dell’invio della prima richiesta HTTP(o HTTPS) ed il momento in cui il primo byte della comunicazione venga ricevuto dal browser. Tale quantità è composta da un certo numero di sottocomponenti, sui quali non esiste uniformità di valutazione, e che possono includere tempo di connessione del socket, tempo di invio della richiesta HTTP(S) e tempo di ricezione della stessa.

Il TTFB è in altri termini il tempo che il browser deve attendere prima che il server si decida a mandarci il primo byte della risorsa richiesta, e che noi possiamo riceverla completamente. Questa quantità, beninteso, è diversa dal tempo necessario perchè iniziamo a vedere qualcosa sul sito (viene prima), e si colloca tra il momento in cui clicchiamo su “Invio” dopo aver digitato l’indirizzo del sito web e quello in cui il browser riceve la primissima risposta (in modo non percepibile dall’utente, salvo usare strumenti di misurazione specific come quello di Firebug).

Come è possibile vedere dal grafico qui sopra (di Firebug per Firefox, per l’appunto), quando si scarica una qualsiasi pagina web si può fare riferimento ad una quantità che viene considerata ufficialmente da MSD, e che può essere calcolata in un qualsiasi script in Javascript, nota come Performance Timing – data da una somma di singoli contributi che concorrono, in sequenza, al calcolo del TTFB. Alcuni hanno proposto di calcolarlo come intervallo di tempo tra il redirectStart ed il responseStart (seconda e penultima fase di caricamento), ma questo calcolo potrebbe essere arbitrario e, soprattutto, varrebbe solo per il browser Firefox. In definitiva, il TTFB viene dedotto in modo relativo come differenza tra le quantità rappresentate, e solo usando browser come Chrome è possibile stimarlo in maniera precisa.

Con l’uso di HTTP/2, peraltro – che prevede la parallelizzazione di alcuni flussi di informazione contenuti nel Performance Timing – il calcolo del TTFB dovrebbe essere, almeno in teoria, notevolmente velocizzato rispetto al caso HTTP/1.1.

Non bisogna confondere il TTFB con il tempo di caricamento della pagina (load time): quest’ultimo misura usualmente, infatti, quanto impiega un client a visualizzare interamente la pagina web in modo che possa utilizzarla nella sua interezza. In questi termini, load time potrebbe avere più che a che fare con l’ottimizzazione generale del sito e con la sua percezione positiva nei confronti dei visitatori, mentre il TTFB diventa un qualcosa di più “raffinato” che riguarda le primissime fasi di inizializzazione della pagina web, quando ancora l’utente non vede nulla.

A livello SEO qualche consulente ha ipotizzato (secondo un’efficace sintesi del TagliaBlog di qualche anno fa) che il TTFB possa essere importante come ranking factor per l’ottimizzazione del sito; io resto dell’idea, molto più “pacifica”, che sia solo un elemento facile da calcolare, che concorre certamente a definire la qualità del sito web (anche non in termini strettamente SEO), ed in generale  sia poco banale da ridurre (bisogna spesso intervenire sul codice del sito e del server e, soprattutto, farlo per ogni singola pagina web!), ancora meno – direi – da percepire in modo corretto.

(fonte: Mozilla Developer Network, StackOverflow)

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