Come velocizzare il caricamento di un sito con CloudFlare


Pubblicato il: 27-04-2020 12:29 , Ultimo aggiornamento: 06-02-2021 17:15

Per molti una salvezza, per altri una dannazione: CloudFlare è uno dei servizi più usati sui siti internet, ed oggi cercheremo di capire come funzioni, a cosa serva e quando davvero convenga farne uso.

Cos’è CloudFlare

Come funziona CloudFlare

CloudFlare è un servizio online per migliorare e potenziare, lato sicurezza e privacy, la gestione dei nostri siti web. Inizialmente nasce come servizio di CDN ma, negli anni, si è esteso come gestore di DNS (registrar), fornendo una varietà impressionante di servizi a pacchetto per webmaster: DNS cache, firewall, cache per le pagine web, CDN e via dicendo.

Con sede a San Francisco ed un fatturato di quasi 200 milioni di dollari nel 2018, questo servizio permette di gestire uno o più domini in maniera molto semplice, e naturalmente funziona in qualsiasi parte del mondo. Adeguando i NS del proprio sito web a quelli forniti da CloudFlare, e utilizzando quindi i servizi free che vengono offerti direttamente nell’interfaccia di gestione del sito, si potrà godere dei suoi benefici a 360°. Con vari datacenter distribuiti a livello mondiale, CloudFlare garantisce una adeguata “copertura” per qualsiasi connettività, a prescindere dalla posizione geografica del server del sito, ed i suoi benefici sono ben noti in termini di migliore continuità dei servizi e minori tempi di uptime.

CloudFlare agisce fondamentalmente da reverse proxy gratuito e gestore DNS, e di fatto si “mette in mezzo” – e fa da tramite – tra visitatore del sito e hosting dello stesso, in modo da snellire ed ottimizzare il numero di chiamate ed il carico di lavoro supportato. Nella pratica, quindi, è decisamente utile per migliorare le prestazioni di qualsiasi sito, dove per prestazioni intendiamo i tempi di visualizzazione delle pagine web e/o dello streaming audio o video.

Questa dinamica è chiarita dalla seguente schermata, che mostra un errore 521 di CloudFlare che, di fatto, mostra il ruolo di reverse proxy del servizio: tra il client del browser (quindi l’utente) e l’host del sito web (che in questo caso ha riscontrato un problema di caricamento) CloudFlare fa da tramite, permettendo la comunicazione tra i due ed esponendo i propri indirizzi IP che fanno anche da firewall, volendo.

Una volta che si entra a far parte del network di CloudFlare (la sottoscrizione base è gratis), infatti, sarà possibile smistare tutto il traffico diretto al vostro portale attraverso una rete globale di copie dei contenuti del sito, in modo tale che i visitatori possano visualizzare più velocemente lo stesso. Si potranno anche prevenire alcuni tra i più comuni attacchi informatici, di fatto, semplicemente attivando il servizio anche nella versione free.

Nella sua completezza, la logica dei servizi di CloudFlare è un po’ più complessa, ma rimane comunque legata ad una corretta e più sicura configurazione del proprio sito, offrendo servizi che sarebbero complicati da configurare in modo managed come, ad esempio, anche solo un semplice reverse proxy o un server DNS efficente. Nel grafico seguente il funzionamento di CloudFlare viene schematizzato con una serie di regole (rules) che gestiscono qualsiasi chiamata al servizio, che può essere un servizio web o un sito, che permette di gestire richieste e risposte, disporre di analytics delle visite (una buona alternativa gratuita a Google Analytics, di fatto), disporre di log di sistema e, volendo, sfruttare la AI (Artificial Intelligence) per ridurre l’incidenza di attacchi informatici molto comuni come i DDoS.

Servizi free offerti da Cloudflare per qualsiasi sito

I servizi base di Cloudflare sono i seguenti:

  • DNS ottimizzato e generalmente più veloce di quelli di default
  • certificato SSL gratuito (se si configura il dominio con i loro NS)
  • cache delle pagine, browser cache
  • modalità sempre online, per servire una pagina cache qualora il sito non fosse raggiungibile
  • analytics dei visitatori delle pagine in tempo reale (alternativa a Google Analytics)
  • minify di HTML, JS e CSS senza dover installare nulla nel proprio sito
  • massimo 3 pagine su cui è possibile abilitare una cache statica per caricare velocemente le pagine web del sito
  • modalità under attack per limitare gli attacchi informatici DDoS
  • modalità sviluppatore per disabilitare la cache fino ad un massimo di 3 ore
  • firewall impostabile
  • ottimizzazione caricamento pagine web mediante Rocket Loader (TM)
  • supporto a Brotly per la compressione dei file del sito
  • mobile redirect impostabile a scelta

Servizi premium Cloudflare

I servizi premium estendono quelli base, gratis per tutti, ed offre numerose possibilità di configurazione del proprio sito molto avanzate:

  • CDN a consumo per immagini, JS, CSS e video
  • conversione in formato WEBP
  • supporto HTTP/2
  • supporto RailGun
  • prefetch URL

A cosa serve CloudFlare?

Abbiamo specificato da subito che l’uso di CloudFlare velocizza i tempi di caricamento delle pagine web, ma non si tratta solo di questo; il vantaggio dell’utilizzo di un servizio del genere – da non confondersi con le più specifiche CDN o Content Delivery Network – è insito anche in un maggiore livello di sicurezza, in quanto la rete evita lo spreco di banda e risorse del server preservandovi anche dai vari spambot, crawler e script malevoli.

La modifica che impone CloudFlare riguarda essenzialmente DNS (Domain Name System) e NS (Name Server), e le prestazioni sul vostro sito si rifletteranno esclusivamente a quel livello. Nella media dei casi, secondo quanto riportato sul sito ufficiale, un sito che faccia uso di CloudFlare:

  1. carica due volte più velocemente;
  2. utilizza il 60% di banda in meno;
  3. diventa molto più sicuro ed al riparo da attacchi di hacking.

Come prima cosa, per iniziare, CloudFlare deve essere installato sul vostro sito con questa procedura.

Vantaggi di CloudFlare

I vantaggi di CloudFlare si riflettono in un sito più semplice da gestire, più veloce a caricare, più semplice anche da ottimizzare e privo delle complicazioni tipiche legate all’ottimizzazione dei tempi di caricamento delle pagine. Lo svantaggio principale, di fatto, è che alcuni temi e configurazioni non sembrano andare molto d’accordo con CloudFlare, e non tutti i siti riescono purtroppo a trarne effettivo giovamento.

Per inciso, inoltre, CloudFlare possiede anche dei datacenter in italia, precisamente a Roma e a Milano.

Svantaggi di CloudFlare

Il fatto che CloudFlare sia un servizio statunitense non significa che non se ne possa trarre giovamento anche per i siti italiani; la velocità di connessione su internet, infatti, segue complessi percorsi di routing e non è detto, in genere, che un servizio più lontano geograficamente sia più lento di uno vicino. Lo svantaggio, all’atto pratico, può essere legato al fatto che il theme, i plugin ed il server o l’hosting non supportino appieno CloudFlare, magari perchè non permettono di accedere al sito come sarebbe richiesto o perchè il DNS non supporta la modifica necessaria per farlo funzionare sul nostro sito.

Perchè conviene usare CloudFlare gratuito

CloudFlare in genere è conveniente sui siti che ricevano molte visite, anche se richiede un minimo di perizia per saperlo utilizzare e sfruttare a dovere. Attualmente CloudFlare viene offerto in un piano gratuito che permette di aggiungere anche più di un sito web, ed impostare per ognuno:

  • una CDN per velocizzare i tempi di caricamento;
  • una cache molto veloce per ridurre il carico del lavoro sull’hosting fino al 50%;
  • un DNS gestito da loro, per cui parametri come il TTFB vengono drasticamemente ridotti;
  • la possibilità di gestire in modo distribuito minify di CSS e JS;
  • la possibilità di velocizzare la connessione ad HTTPS.

Molti altri servizi più specialistici e configurabili nel dettaglio sono disponibili sui piani CloudFlare a pagamento.

Come configurare CloudFlare

La prima volta basta registrarsi nel sito con un indirizzo email, e poi aggiungere il dominio cliccando sul bottone in alto a destra Add Domain. Il resto della procedura è guidata, richiede la configurazione del NS (Name Server) in modo da dare il controllo del sito a CloudFlare e poi potrete procedere ad abilitare i vari servizi elencati in precedenza.

Come funziona il DNS di CloudFlare

CloudFlare è stato progettato per migliorare i tempi di caricamento di qualsiasi sito e renderlo più sicuro, come abbiamo visto. Al tempo stesso il sistema lavora per smistare più velocemente le richieste al DNS, in modo più semplice da configurare di quanto questi servizi normalmente non siano. Il fatto che impongano di usare i loro NS (configurabili con nomi del tipo bob.ns.cloudflare.com, ad esempio) è un vantaggio enorme perché non ci obbliga a cambiare registrar, ma semplicemente permette di “delegare” la gestione del DNS a CloudFlare e poterla, eventualmente, toglierla di mezzo in seguito.

Questa scelta tende ad accelerare le richieste che arrivano al sito, e quindi a velocizzare lo stesso, perchè si fa in modo che a restituire la risposta al client sia sempre il nodo più vicino (o, per meglio dire, con un “cammino” più breve) a lui, evitando così latenze e tempi di trasferimento che sarebbero molto più lunghi, in altro modo. Il tutto viene poi combinato con un sistema di cache, che riduce ulteriormente il carico sull’hosting e fornisce, globalmente, una user experience migliorata rispetto ad un sito che non ne fa uso (almeno, in media).

Cloudflare permette di risparmiare ed ottimizzare più delle metà della banda mensile di un sito, come evidenziato anche dal video che includo di seguito.

Opinione su Cloudflare

Diciamo che in linea di massima il servizio è molto funzionale, io l’ho usato molte volte su vari siti e anche la versione gratuita è stata molto efficace ed ha velocizzato notevolmente il mio sito. Molte funzionalità come l’Under attack sono utili per capire cosa succeda se il sito diventa lento, ad esempio, e la minify in cloud che offrono è davvero molto comoda e sbrigativa.

Punti di debolezza: su alcuni siti WP non sembra funzionare benissimo, dipende molto dalla configurazione e dai plugin attivi da come ho capito. Alcune impostazioni possono facilmente andare in conflitto con quelle del vostro sito, quindi conviene documentarsi bene per capire come impostarlo. In genere il servizio free basta alla maggiorparte dei siti, quello premium è abbastanza costoso ma alla lunga dovrebbe ripagare l’investimento.


Questo articolo contiene 1615 parole – Questo blog esiste da 3.759 giorni.
5/5 (1)

Che te ne pare?

Grazie per aver letto Come velocizzare il caricamento di un sito con CloudFlare di Salvatore su Trovalost.it
Come velocizzare il caricamento di un sito con CloudFlare (Guide)

Articoli più letti su questi argomenti: