Come velocizzare il caricamento di un sito con CloudFlare

Come velocizzare il caricamento di un sito con CloudFlare

Per molti una salvezza, per altri una dannazione: CloudFlare è uno dei servizi più usati sui siti internet, ed oggi cercheremo di capire come funzioni, a cosa serva e quando davvero convenga farne uso.

Cos’è CloudFlare

CloudFlare è un servizio online di caching reverse proxy e DNS che si “mette in mezzo” e fa da tramite tra visitatore del sito e hosting dello stesso, in modo da snellire ed ottimizzare il numero di chiamate ed il carico di lavoro supportato. Nella pratica, quindi, è decisamente utile per migliorare le prestazioni di qualsiasi sito, dove per prestazioni intendiamo i tempi di visualizzazione delle pagine web e/o dello streaming audio o video.

Una volta che si entra a far parte del network (la sottoscrizione base è gratuita), infatti, sarà possibile smistare tutto il traffico diretto al vostro portale attraverso una rete globale di copie dei contenuti del sito, in modo tale che i visitatori possano visualizzare più velocemente lo stesso.

A cosa serve CloudFlare?

Abbiamo specificato da subito che l’uso di CloudFlare velocizza i tempi di caricamento delle pagine web, ma non si tratta solo di questo; il vantaggio dell’utilizzo di un servizio del genere – da non confondersi con le più specifiche CDN o Content Delivery Network – è insito anche in un maggiore livello di sicurezza, in quanto la rete evita lo spreco di banda e risorse del server preservandovi anche dai vari spambot, crawler e script malevoli.

La modifica che impone CloudFlare riguarda essenzialmente DNS (Domain Name System) e NS (Name Server), e le prestazioni sul vostro sito si rifletteranno esclusivamente a quel livello. Nella media dei casi, secondo quanto riportato sul sito ufficiale, un sito che faccia uso di CloudFlare:

  1. carica due volte più velocemente;
  2. utilizza il 60% di banda in meno;
  3. diventa molto più sicuro ed al riparo da attacchi di hacking.

Vantaggi di CloudFlare

I vantaggi di CloudFlare si riflettono in un sito più semplice da gestire, più veloce a caricare, più semplice anche da ottimizzare e privo delle complicazioni tipiche legate all’ottimizzazione dei tempi di caricamento delle pagine. Lo svantaggio principale, di fatto, è che alcuni temi e configurazioni non sembrano andare molto d’accordo con CloudFlare, e non tutti i siti riescono purtroppo a trarne effettivo giovamento.

Per inciso, inoltre, CloudFlare possiede anche dei datacenter in italia, precisamente a Roma e a Milano.

Svantaggi di CloudFlare

Il fatto che CloudFlare sia un servizio statunitense non significa che non se ne possa trarre giovamento anche per i siti italiani; la velocità di connessione su internet, infatti, segue complessi percorsi di routing e non è detto, in genere, che un servizio più lontano geograficamente sia più lento di uno vicino. Lo svantaggio, all’atto pratico, può essere legato al fatto che il theme, i plugin ed il server o l’hosting non supportino appieno CloudFlare, magari perchè non permettono di accedere al sito come sarebbe richiesto o perchè il DNS non supporta la modifica necessaria per farlo funzionare sul nostro sito.

Cosa offre CloudFlare gratis

CloudFlare in genere è conveniente sui siti che ricevano molte visite, anche se richiede un minimo di perizia per saperlo utilizzare e sfruttare a dovere. Attualmente CloudFlare viene offerto in un piano gratuito che permette di aggiungere anche più di un sito web, ed impostare per ognuno:

  • una CDN per velocizzare i tempi di caricamento;
  • una cache molto veloce per ridurre il carico del lavoro sull’hosting fino al 50%;
  • un DNS gestito da loro, per cui parametri come il TTFB vengono drasticamemente ridotti;
  • la possibilità di gestire in modo distribuito minify di CSS e JS;
  • la possibilità di velocizzare la connessione ad HTTPS.

Molti altri servizi più specialistici e configurabili nel dettaglio sono disponibili sui piani CloudFlare a pagamento.

Come configurare CloudFlare

La prima volta basta registrarsi nel sito con un indirizzo email, e poi aggiungere il dominio cliccando sul bottone in alto a destra Add Domain. Il resto della procedura è guidata, richiede la configurazione del NS (Name Server) in modo da dare il controllo del sito a CloudFlare e poi potrete procedere ad abilitare i vari servizi elencati in precedenza.

Come funziona il DNS di CloudFlare

CloudFlare è stato progettato per migliorare i tempi di caricamento di qualsiasi sito e renderlo più sicuro, come abbiamo visto. Al tempo stesso il sistema lavora per smistare più velocemente le richieste al DNS, in modo più semplice da configurare di quanto questi servizi normalmente non siano. Il fatto che impongano di usare i loro NS (configurabili con nomi del tipo bob.ns.cloudflare.com, ad esempio) è un vantaggio enorme perché non ci obbliga a cambiare registrar, ma semplicemente permette di “delegare” la gestione del DNS a CloudFlare e poterla, eventualmente, toglierla di mezzo in seguito.

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Questa scelta tende ad accelerare le richieste che arrivano al sito, e quindi a velocizzare lo stesso, perchè si fa in modo che a restituire la risposta al client sia sempre il nodo più vicino (o, per meglio dire, con un “cammino” più breve) a lui, evitando così latenze e tempi di trasferimento che sarebbero molto più lunghi, in altro modo. Il tutto viene poi combinato con un sistema di cache, che riduce ulteriormente il carico sull’hosting e fornisce, globalmente, una user experience migliorata rispetto ad un sito che non ne fa uso (almeno, in media).

Cloudflare permette di risparmiare ed ottimizzare più delle metà della banda mensile di un sito, come evidenziato anche dal video che includo di seguito.


Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.
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