Hosting PHP: cosa sono e quali scegliere

Aggiornato il: 21-08-2022 23:13
Il mondo degli hosting che supportano il linguaggio PHP è decisamente vario e, da sempre, molto attivo come mercato: WordPress, del resto, pur essendo una delle alternative più sfruttate commercialmente non è certamente l’unica alternativa possibile, e in molti casi siamo interessati ad una soluzione che supporti il PHP a prescindere dal CMS utilizzato. Questo, ad esempio, ci permetterà  di usare framework come Laravel all’interno dei nostri siti e servizi web. In questo articolo andremo a vedere alcune possibili alternative made in Italy (e non solo): secondo le statistiche del sito ufficiale, nel 2012 oltre un milione di computer utilizzava un server PHP, contando oltre 100 milioni di siti web attivi che usano questo linguaggio.

Le versioni di PHP

Il PHP è un avanzato linguaggio server-side, che permette di realizzare script di vario genere per il web e che, come Perl o Python, è una delle soluzioni più comunemente utilizzate per realizzare i “motori” dei vari siti web. Un hosting PHP dovrebbe quindi fornire pieno supporto al linguaggio, dando se possibile al webmaster l’opportunità  di impostare nei dettagli i parametri per la sicurezza del sito e rendendo impostabile il file PHP.ini. Al momento in cui scriviamo, l’ultima versione di PHP è la 5.6.8, ma si può utilizzare tranquillamente una versione del linguaggio leggermente precedente, a patto che siano classificate come stable. Esempi di versioni stable allo stato attuale (14 ottobre 2017) sono le seguenti:

PHP 5.6.8;

PHP 5.5.24;

PHP 5.4.40;

PHP 7.1, 7.2, 7.3;

PHP 8.1 (consigliata quest’ultima ad oggi, stable e sicura);

A volte, comunque, l’utente non può scegliere che versione far girare, salvo casi in cui gli hosting consentano esplicitamente di settarlo in autonomia.

È sempre consigliato fare uso di versioni stable, ad ogni modo, quantomeno in produzione.

A cosa serve PHP?

PHP è uno dei più famosi e diffusi linguaggi server side per far funzionare le pagine web dinamiche di ogni ordine e grado; con PHP è possibile supportare la maggioranza dei CMS più usati come Drupal, forum, WordPress, Joomla!, Magento, Prestashop e molti altri ancora: quindi se avete bisogno di hostare o realizzare un sito con questi sistemi dovrete per forza di cosa ricorrere ad un hosting con supporto PHP, preferibilmente dalla 7 in poi che è quella che va per la maggiore fino ad oggi.

Cosa significa hosting PHP?

Un hosting PHP è un servizio di hosting con i seguenti servizi pre-installati:

  1. sistema operativo Linux (ad esempio Debian o Ubuntu);
  2. linguaggio PHP integrato (ad esempio la versione 7.3);
  3. database MySQL con almeno un database da poter creare;
  4. pannello di controllo cPanel, Plesk o simili;
  5. linea di comando SSH abilitabile dall’utente (opzionale)

I servizi in questione sono pre-installati, tranne nel caso delle VPS in cui si ha a disposizione un server vuoto da configurare da zero (con Debian o Ubuntu).

Hosting PHP suggeriti da Trovalost.it

Come nel caso degli hosting per WordPress, quelle che presento in questa pagina sono soluzioni che ho testato personalmente in questi anni, e che mi hanno lasciato soddisfatto sia in termini tecnologici (servizi attivabili) che puramente legati al tipo di assistenza. Ricordo che quest’ultimo parametro, l’assistenza (via ticket, email, telefono, chat) è uno dei più importanti per valutare la qualità  del vostro provider di servizio.

Keliweb : il servizio di hosting italiano

Eccovi pertanto la lista di hosting PHP, almeno quelli più interessanti – cliccando sul nome visualizzarete la scheda informativa del servizio.

  1. Keliweb Provider italiano che offre molti piani con supporto PHP / MySQL: decisamente consigliato per la maggioranza delle installazioni Joomla!, ad esempio, ma anche Magento, Drupal e tutti gli altri. Assistenza via chat, ticket e email.
  2. V-Hosting – Altro hosting italiano da prendere certamente in considerazione

Prima di installare un sito in PHP, specialmente se avete programmato voi stessi il CMS o state utilizzando una versione non standard, è bene testare in locale il funzionamento, evitando in primis il verbose output (cioè il fatto che gli errori siano notificati apertamente o error reporting) in modo da impedire di fornire indizi espliciti sul vostro sistema a possibili hacker.

Ovviamente in fase di sviluppo gli errori devono vedersi, anzi è comodo averli a portata di mano sia attivando il log che visualizzandoli direttamente nelle pagine web.



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