A che serve un hosting senza dominio?

A che serve un hosting senza dominio?

L’hosting senza dominio può essere utile da acquistare nel caso in cui si disponga già di un dominio proprio, e si desideri pertanto associarvi un sito web. Questa opportunità non viene contemplata da tutti i servizi di hosting sul mercato, ma è possibile comunque trovare un modo per ottenerlo a seconda delle circostanze. Cercheremo quindi, in questo post, di capire come fare a seconda delle principali situazioni che vi potranno capitare.

Hosting che permettono di acquistare solo l’hosting

Di solito è preferibile, per motivi pratici, avere hosting e dominio sotto lo stesso “tetto”, per quanto comunque non sia affatto obbligatorio: in molti casi è possibile, per varie ragioni, tenerli separati. Potete, insomma, avere hosting su un provider e gestione del dominio su un altro. Se volete comprare soltanto un hosting senza dominio, ad esempio, potreste procurarvi un hosting con Siteground o Noamweb, e comunicare il trasferimento del dominio al momento dell’acquisto. Questo significa che, a livello di costi, andrete a pagare solo:

  • il costo del servizio di hosting, in base al piano selezionato;

senza dover spendere nulla per:

  • il trasferimento del DNS del dominio presso il nuovo hosting (che costa in genere da 10€ a 100€, in genere, in base all’estensione del dominio)

Ci sono adesso un paio di casi diversi da prendere in considerazione.

Avete comprato un dominio (senza hosting), e volete associare un hosting al dominio

Il caso tipico per cui è necessario un hosting senza dominio è quello in cui avete acquistato solo un dominio, e desiderate associarvi un servizio di hosting a parte; magari prima non l’avete fatto perchè vi interessava esclusivamente bloccare il dominio, ma se desiderate create un sito ed associarlo al nome di dominio vi sarà necessario. In questi casi potrete rivolgervi ad un hosting condiviso come questi: dovrete fare presente che avete già un dominio in fase di acquisto, solitamente si tratta di un’opzione che è disponibile tra le varie scelte necessarie per l’acquisto.

Successivamente per effettuare la migrazione del dominio sotto la vostra nuova “casa” non dovrete fare altro che cominicare all’hosting, solitamente mediante un form nel loro sito, il codice univoco di migrazione EPP, su cui rimando alla guida specifica.

Non avete ancora deciso il nome del dominio, ma ci serve poter avere accesso ad un sito (ad esempio in fase di sviluppo o test)

A volte è difficile scegliere il nome di un dominio: molti nomi sono stati presi, e una scelta avventata è sconsigliabile. In questi casi potrete anche pensare di utilizzare direttamente un indirizzo IP al fine di utilizzare comunque il vostro sito, lavorare sulle impostazioni, progettare la grafica ed avere il vantaggio di disporre di un IP pubblico per gestirlo. Come possiamo fare ad avere un hosting senza dominio, in questi casi?

Premesso che non potrete utilizzare come nel caso precedente un hosting condiviso (proprio perchè l’IP è condiviso con altri utenti, e si creerebbero potenziale confusione o conflitti), quello che dovrete fare non è altro che procurarvi un servizio di VPS, ad esempio quello offerto da Tophost (in italiano) o Vultr che costano rispettivamente circa 5 euro al mese. L’IP pubblico vi sarà comunicato in fase di configurazione, potrete utilizzare quello come indirizzo per accedere e modificare a piacere il vostro sito, avrete comunque un database MySQL ed un accesso FTP ed avrete infine la libertà di poter associare il dominio in un secondo momento.

Per uscire dall’imbarazzo per quanto riguarda la scelta del nome di dominio, c’è una guida apposta per voi qui.

Altre considerazioni sui servizi di hosting senza dominio

Nella maggioranza dei casi, quando si decide di comprare un servizio di hosting è naturale assumere che un dominio internet sia già associato ad esso, in modo da poter gestire nella massima comodità il proprio sito web, senza le complicazioni legate al DNS, al trasferimento eccetera. Quando vogliamo acquistare un hosting, in pratica, possiamo anche pensare di slegare il servizio stesso da un dominio specifico, trovandoci così nella situazione di avere un hosting senza dominio. La questione dovrebbe essere stata chiarita definitivamente se siete arrivati a leggere fino a qui, ma è lecito avere ancora dei dubbi che potremmo dissolvere in questa seconda parte.

La domanda che sorge spontanea ad alcuni, quindi, è perchè un webmaster dovrebbe procurarsene uno: a prima vista infatti la cosa sembrerebbe non avere senso, visto che quelle risorse vanno associate per forza ad un dominio. In effetti il dominio è solo un alias, cioè un nome mnemonico, semplice da ricordare, che ci aiuti ad associare un certo tipo di blog o di servizi ad un nome.estensione. In realtà, come visto nel caso 2, nulla ci vieta di utilizzare direttamente un indirizzo IP pubblico sfruttando l’opportunità offerta dai servizi di VPS.

Perchè gli hosting senza dominio possono essere utili?

In genere gli hosting senza dominio sono utili per test interni in ambito aziendale, per proporre siti web a potenziali clienti, per lavorare su un sito da più postazioni sul web mediante FTP ed accessi condivisi. Gli hosting senza dominio possono, inoltre, essere usati in modo un po’ borderline lato SEO per creare la vostra PBN (per cui esistono anche servizi di hosting “specializzati”).

I server utilizzati “privatamente” per sviluppare siti web e servizi, inoltre, non sono pubblici – quantomeno non dovrebbero esserlo… – e sono solitamente degli hosting web senza un vero e proprio dominio esterno associato (o, per meglio dire, senza un indirizzo pubblicamente accessibile). Ricordatevi, comunque, che quando lavorate su un IP pubblico anche se apparentemente “anonimo” potreste comunque ritrovarvelo pubblicamente sui motori di ricerca, per cui prendete le opportune precauzioni in tal senso per impedire di farlo indicizzare su Google.

Con riferimento al caso specifico degli hosting multi-dominio, inoltre, la cosa potrebbe avere senso al fine di poter disporre di uno spazio web (e relative risorse: FTP, memoria RAM, banda, PHP, database ecc.) da associare in seguito ad un nostro dominio. Quello che si fa quando si compra un hosting  senza un dominio associato è in pratica procurarsi uno spazio web di riserva, comprensivo di tutte le risorse necessarie come MySQL o FTP, da allocare ed utilizzare in un secondo momento, o all’occorrenza. Per chi gestisce più di un dominio internet per la propria attività, può essere una buona cosa da tenere eventualmente in considerazione.

Ecco quindi uno dei principali motivi per cui si acquistano servizi di hosting senza un dominio associato; un altro motivo valido, oltre che una strategia vera e propria, può essere il fatto di non volersi legare ad un servizio specifico, mantenendo così la massima autonomia (presente e futura) sul proprio sito, sfruttando l’hosting virtuale per accedere all’URL da sviluppatore e migrandolo al momento opportuno mediante codice EPP (il codice univoco senza il quale il dominio non può essere trasferito da un hosting all’altro).

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Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.