IP di classe C e SEO, cosa c’è da sapere (sul serio)

IP di classe C e SEO, cosa c’è da sapere (sul serio)

In questo articolo affronterà un argomento un po’ più specialistico del solito, in quanto incentrato sugli interessi della comunità SEO degli ottimizzatori SEO di siti web. Tra i consulenti del settore, in effetti, da molti anni si parla dell’importanza di variare la provenienza dei backlink, se possibile, da indirizzi IP di classe C: una volta compreso cosa sia un indirizzo IP, senza scendere nei dettagli matematici della classificazione A, B, C, D (pur fondamentale per tutti gli IPv4), bisogna inquadrare la cosa nel modo corretto.

Come si fa link building, oggi

L’acquisizione dei backlink può anche anche casuale, in effetti: le migliori strategie di link building fanno proprio questo, in effetti, e cercano di diversificare la provenienza da siti web diversi, quindi di proprietari diversi e – con buone probabilità – da classi di IP diverse tra loro. Ovviamente la struttura dei backlink è solo uno dei lati della medaglia, perchè i link andranno comunque costruiti con criterio, ma è chiaro che conoscere qualcosa sugli indirizzi di classe C aiuta, e non poco.

Come individuare la classe C di un IP

Se prendiamo l’indirizzo IP di un sito, ad esempio, questo potrebbe essere quello di trovalost.it:

46.101.11.137

Consideriamo ora i singoli numeri separati dal punto, ed avremo che:

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  • la classe A viene identificata dal 46;
  • la classe B viene identificata dal 101;
  • la classe C viene identificata dal numero 11, che è quello che ci interessa;
  • la classe D, infine, viene identificata dal 46.

Il problema dei siti con identica classe C

Nel caso degli hosting condivisi, di fatto, è molto comune che la classe C sia in comune, ad esempio:

46.101.11.137 —> trovalost.it

46.101.11.138 —> pippoprova.blog

46.101.11.139 —> provaprova.net

Di fatto, si suppone che Google vada a controllare la classe dell’IP, e se trova la stessa classe C (di fatto, i tre siti mappati qui sopra che puntano al sitodapromuovere.com) potrebbe essere indotto ad ignorare o sottovalutare i backlink a scopo di ranking (che mi pare la cosa più probabile), oppure potrebbe pensare su larga scala ad una PBN malevola (dal suo punto di vista, ovviamente).

Hosting con classe C distinta

Ci sono vari modi per ottenere diverse classi C per i propri siti web:

  • utilizzare un buon hosting VPS, ad esempio Digital Ocean crea un IP diverso per ogni singola droplet (macchina virtuale corrispondente ad un servizio su dominio univoco) che si va a creare;
  • sfruttare più hosting dedicati con IP dedicato, che è l’opzione più corretta formalmente ma anche la più costosa;
  • evitare di hostare più siti nello stesso hosting condiviso: molto meglio usare più hosting diversi tra loro (l’opzione più utilizzata ed economica, senza dubbio).

Offerte di hosting di classe C

Spesso sentiamo parlare di hosting per la SEO, e molte offerte commerciali (di solito mediamente costose) danno la possibilità di tenere sotto un singolo account ad esempio 30 indirizzi IP distinti di classe C; in questi casi, avremo quindi 30 backlink che potremo gestire in autonomia, ognuno dei quali corrisponderà ad un singolo sito web di vario genere. Senza la condivisione delle classi di IP, infatti, sarà più probabile che i link vengano considerati in positivo dal Google nella nostra strategia di ranking del sito.

Hosting suggerito per creare siti con IP distinti:

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Informazioni sull'autore

Salvatore Capolupo

Consulente SEO, ingegnere informatico e fondatore di Trovalost.it, Pagare.online, Lipercubo.it e tanti altri. Di solito passo inosservato e non ne approfitto.
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